Vaccini, da martedì prenotazioni 60enni
L’assessore Verì: «Ed è vicino anche l’accordo con i farmacisti»
L’Abruzzo prova a dare un’ulteriore accelerata alla campagna vaccinale. Lunedì partono le somministrazioni ai settantenni e ventiquattro ore più tardi «quasi certamente apriremo la piattaforma Poste anche alla fascia di età 60-69 che potrà essere vaccinata con AstraZeneca». Lo dice al Centro l’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì rispondendo alle domande sulla corsa alla difesa contro il Covid, nel giorno in cui l’Abruzzo fa registrare 6.805 nuove inoculazioni e altri 1.464 vaccinati con prima e seconda dose stando ai numeri ufficiali di OpenData ripresi anche dal Sole 24 Ore. Nella nostra regione le persone immunizate alle 21.24 di ieri erano 95.047.
LA CAMPAGNA. Per l’assessore «le vaccinazioni nella nostra regione stanno procedendo regolarmente, nonostante alcuni rallentamenti dovuti alle note vicende che hanno riguardato il siero AstraZeneca e che hanno inciso sul dato complessivo del rapporto tra dosi consegnate e somministrate, che resta comunque sempre intorno alla media nazionale».
Nonostante i timori della popolazione su AstraZeneca «stiamo andando avanti a pieno ritmo con i pazienti a cui possono essere somministrati Pfizer e Moderna, in attesa che arrivino indicazioni precise anche sul vaccino Johnson & Johnson», aggiunge Verì. Intanto da lunedì in tutte le Asl, «inizierà la somministrazione dei vaccini alla fascia d’età 70-79 anni senza patologie. Parallelamente si concluderà la somministrazione agli ultraottantenni, ai disabili (con i loro caregiver) e ai soggetti fragili».
I FRAGILI. Nelle scorse ore c’è stata la protesta delle persone con disabilità per l’impossibilità di prenotarsi sulla piattaforma Poste dopo la chiusura di quella regionale. «In Abruzzo nessuno verrà lasciato indietro», rassicura però l’assessore, «anche se va ricordato che la piattaforma regionale per l’adesione dei soggetti fragili alla campagna vaccinale era stata aperta lo scorso 18 gennaio ed è stata chiusa dopo 3 mesi, con oltre 133mila registrazioni. Avevamo anche comunicato con alcuni giorni d’anticipo la necessità di chiudere il sistema regionale per consentire il passaggio definitivo al sistema Poste, che funziona non per categorie, ma per fasce d’età. In ogni caso, i soggetti vulnerabili che non si erano ancora iscritti potranno sempre rivolgersi al proprio medico di assistenza primaria, che verificherà se il loro caso sia uno di quelli per i quali le linee guida ministeriali prevedono la vaccinazione prioritaria».
IL CASO ASTRAZENECA. Verì torna poi sulla vicenda AstraZeneca e sui dubbi della popolazione per questa tipologia di vaccino. In altre regioni hanno disposto degli open day, come ad esempio in Calabria, mettendo a disposizione di tutti il vaccino. Un’iniziativa che è stata un successo. «È stata fatta una riflessione anche sugli open day, ma comunque un’organizzazione di questo tipo è molto complessa, perché vanno considerate e affrontate numerose criticità, non ultime quelle dell’ordine pubblico e della sicurezza sanitaria per eventuali assembramenti», commenta l’assessore.
«Crediamo che l’anticipazione alle altre fasce di età sia una situazione più gestibile e darà comunque una decisa accelerata alla campagna vaccinale». Ed ecco che quindi «abbiamo scelto di puntare sull’allargamento delle fasce di età e quasi certamente da martedì apriremo la piattaforma Poste anche alla fascia di età 60-69 che potrà essere vaccinata con AstraZeneca».
L’IMMUNIZZAZIONE. Nella nostra regione si prova ad accelerare nella corsa alle somministrazioni e sulla conclusione delle operazioni Verì detta i tempi: «Per quanto riguarda l’Abruzzo, se le consegne delle dosi rispetteranno le previsioni di cui il Governo nazionale ha parlato in queste settimane, ritengo che entro settembre saremo in grado di terminare la campagna in Abruzzo».
MEDICI DI BASE E FARMACISTI. Un importante contributo nelle vaccinazioni può arrivare anche da medici di famiglia e farmacisti: «I medici di medicina generale stanno già operando in Abruzzo, sulla base degli accordi operativi siglati dalle singole Asl», rimarca ancora Verì, «oltre a collaborare nei punti vaccinali, stanno procedendo anche alle vaccinazioni domiciliari di quei pazienti intrasportabili o non deambulanti che non hanno potuto raggiungere le sedi Asl».
Rispetto ai farmacisti invece «la questione è a buon punto», conclude l’assessore, «i referenti della campagna vaccinale stanno verificando le disponibilità dei farmacisti stessi e nei primi giorni della prossima settimana concluderemo l’accordo».

