Vaccini, il Pd torna all’attacco: «Non si sa quando arriveranno»

4 Dicembre 2020

PESCARA. «La Commissione controllo e garanzia ha confermato i nostri allarmi sulla gestione negligente della campagna dei vaccini anti influenzali da parte della Regione: non abbiamo avuto risposta...

PESCARA. «La Commissione controllo e garanzia ha confermato i nostri allarmi sulla gestione negligente della campagna dei vaccini anti influenzali da parte della Regione: non abbiamo avuto risposta se riusciremo o no a completare la campagna di vaccinazione per l'influenza. All’Abruzzo mancheranno ancora 160.000 dosi di vaccini anti influenzali, perché le 100.000 dosi che dovrebbero arrivare sono per tutta l’Italia e non si sa quanti saranno i vaccini destinati alla nostra regione. Non si sa nemmeno che fine hanno fatto quelli fermi chissà dove per mancanza di documenti, o quelli bloccati perché non conformi». A parlare è il capogruppo del Pd Silvio Paolucci, relatore della seduta di ieri della Commissione presieduta dal consigliere Pietro Smargiassi, in cui si sono alternati membri dell’esecutivo e tecnici del dipartimento Sanità della Regione per fare luce sulla situazione. «Nonostante le audizioni, i numeri continuano a non tornare e sono quelli che abbiamo denunciato nei giorni scorsi, per questo ci riuniremo ancora sull’argomento alla prossima seduta utile della Commissione di vigilanza perché ciò che è accaduto non si ripeta», spiega Paolucci. «Una situazione incredibile, che non si è mai verificata in precedenza, fatta di ritardi nella programmazione, di mancata valutazione dei tempi che dovevano essere anticipati per via della pandemia, di notizie false, quelle sulla conta dei vaccini fatta dall’esecutivo che a fronte di un fabbisogno di 405.000 dosi, ha aggiudicato il 78% delle dosi dei vaccini necessari, pari a 331.500, ma ha consegnato solo 247.700 dosi, pari al 60% del fabbisogno. E oggi non ha saputo ancora dire se il restante 40 per cento arriverà e quando. Migliaia di persone non hanno potuto vaccinarsi, parliamo di anziani, di pazienti immunodepressi, di soggetti a rischio, e che rischiano di affrontare una eventuale terza ondata sprovvisti di questo fondamentale strumento di copertura. Siamo per questa ragione», conclude Paolucci, «tra gli ultimi in Italia: ultima, secondo l’indagine di Cittadinanzattiva, proprio per la tempistica dei ritardi degli approvvigionamenti».