Vaccini, l’ira dell’assessore «Basta con il terrorismo»

14 Settembre 2020

Sulle dosi contro l’influenza è scontro tra Verì e il suo predecessore Paolucci «Nessuna carenza, il primo ottobre parte la campagna», la Regione ribatte così

PESCARA. L’ex assessore Pd alla Sanità attacca la Regione. L’assessore leghista in carica gli risponde: «Basta fare terrorismo sulla campagna vaccinale antinfluenzale: in Abruzzo non c’è alcuna carenza preoccupante di dosi e dal prossimo ottobre, come stabilito dalla giunta regionale, sarà possibile sottoporsi alla vaccinazione».
Così ribatte Nicoletta Verì a Silvio Paolucci che due giorni fa ha accusato lei, il governatore Marco Marsilio e il capo del dipartimento Salute, Claudio D’Amario, di colpevoli ritardi nell’approvvigionamento delle dosi contro il virus stagionale dell’influenza. È una lite politica sulla prevenzione basata su una sorta di guerra dei numeri. «Delle 240mila fantomatiche dosi mancanti», spiega Verì, «124mila sono già state recuperate dall’Aric (Agenzia regionale di informatica e committenza, ndr) attraverso altre procedure, mentre ulteriori 92mila verranno recuperate dalle Asl sui lotti già aggiudicati. Le ultime 20mila, infine, saranno garantite con i meccanismi di compensazione tra Regioni, gli stessi utilizzati ogni anno nel corso della campagna antinfluenzale. Invito l’opposizione», incalza la leghista, «a non cercare visibilità denunciando problemi che non esistono, così come avvenuto sulla rete ospedaliera Covid (che per il Pd non avevamo presentato, mentre oggi siamo tra le prime tre Regioni ad averla approvata dagli organi ministeriali) e anche sui fondi per la costruzione dei nuovi ospedali (con il racconto di centinaia di milioni che dovevano trovarsi nelle casse della Regione, mentre non ve n’era traccia: siamo andati noi al Ministero a capire dove e quanti fossero)».
Facciamo un passo indietro.
Quest'anno in Abruzzo il numero di persone da vaccinare contro l'influenza dev’essere il più alto di sempre. Soprattutto perché il vaccino aiuta a prevenire anche il Covid-19. Fa scoprire prima il contagio da coronavirus in quelle persone alle quali si alza improvvisamente la febbre ma sono già immunizzate contro l'influenza.
Torniamo alla Verì. «Le carenze nell’approvvigionamento non sono legate a ritardi nelle procedure regionali, ma semplicemente a condizioni di mercato mutate a causa del Covid, con gli operatori economici che hanno dirottato le scorte sulle gare, ovviamente più consistenti, delle Regioni più grandi». Quindi, sulla campagna vaccinale, l’assessore rimarca come per la prima volta il governo regionale abbia introdotto delle novità, definite importanti, negli atti programmatori, estendendo la vaccinazione gratuita per l’età pediatrica, riducendo da 65 a 60 anni l’età per la gratuità del vaccino per le fasce più adulte e prevedendo la forte raccomandazione alla vaccinazione per il personale sanitario.
«Forse la minoranza non ha letto la delibera», conclude l’assessore in carica, «che prevede azioni messe in campo non solo per contrastare la diffusione del Covid e per semplificare le diagnosi in caso di sospetto contagio, ma anche per centrare l’obiettivo del 75% di copertura vaccinale della popolazione, uno degli obiettivi previsti dai Lea (livelli essenziali di assistenza, ndr) che il precedente governo regionale di centrosinistra non ha mai raggiunto».
Che cosa aveva detto Paolucci? «A 20 giorni dall'avvio della campagna antinfluenzale, in Abruzzo mancano oltre 216mila dosi di vaccino», ha affermato l’ex assessore alla Sanità ora capogruppo Pd in consiglio regionale attaccando «la lentezza della Regione», e sottolineando che: «Purtroppo siamo fanalino di coda a livello nazionale circa il recepimento dei vaccini per soddisfare le esigenze della popolazione», e ancora: «Gli altri si sono mossi già in primavera, noi abbiamo aspettato fine giugno. È un gravissimo ritardo su un argomento così serio e importante, specie quest’anno in cui il vaccino antinfluenzale dovrà essere utilizzato anche come arma contro il Covid. Senza dimenticare che siamo in prossimità della riapertura delle scuole».
Chi dei due ha ragione? Per saperlo basta aspettare a ottobre quando, con un mese di anticipo, la vaccinazione anti-influenza dovrebbe partire.