Vaccini nelle aziende e in farmacia: ci siamo

La settimana decisiva soprattutto per gli under 40: prenotazioni da giovedì Farmacisti e fabbriche pronti dal 10 giugno. E ieri all’Aquila solo 773 dosi
L’Aquila. Prenotazioni senza limiti di età, somministrazioni in azienda e anche in farmacia. Per le vaccinazioni in Abruzzo si apre una settimana importante, se non decisiva.
Il 3 giugno Poste Italiane attiverà la piattaforma per accogliere le adesioni degli under 40. A partire dallo stesso giorno, le Regioni potranno ricorrere, per vaccinare, anche alle sedi e ai luoghi di lavoro. In Abruzzo il piano è pronto, ma è probabile che si comincerà dopo il 3 per raccogliere le manifestazioni di interesse delle aziende, molte delle quali, comunque, hanno già predisposto i locali per le somministrazioni ai propri dipendenti.
Capitolo farmacie: è quasi pronta la delibera di ratifica dell’intesa tra Regione, Federfarma e Assofarm che darà seguito, a livello locale, all’accordo quadro nazionale, firmato lo scorso marzo. Rimangono da definire alcuni aspetti tecnici. I tempi di inizio saranno quindi dettati dai farmacisti: si parla del 10 giugno.
NELLE AZIENDE. Le linee guida per le somministrazioni dei vaccini nei luoghi di lavoro sono state definite dal protocollo siglato ad aprile da istituzioni, organizzazioni sindacali e datoriali, ampliato da una circolare dell’Inail che ha fornito i criteri per definire le categorie prioritarie. Alle Regioni spetta il compito di programmare l’ultimo miglio logistico.
CHI NE HA DIRITTO. Le vaccinazioni potranno essere somministrate a tutti i lavoratori interessati (senza distinzioni basate sull’inquadramento contrattuale), ai datori di lavoro e ai titolari. Il datore di lavoro dovrà specificare il numero di vaccini richiesti, per consentire alla Asl di riferimento la programmazione della distribuzione delle dosi.
FORNITURE E COSTI. La somministrazione dovrà avvenire in locali idonei e dovrà essere fatta da personale sanitario specializzato e abilitato.
I costi della logistica saranno interamente a carico dei datori di lavoro, mentre la spesa per la fornitura dei vaccini, delle siringhe, degli aghi, degli strumenti formativi e di registrazione, è coperta dalle Asl. Le aziende non abbastanza strutturate per poter vaccinare i dipendenti nelle proprie sedi potranno inoltre stipulare convenzioni con laboratori e soggetti privati accreditati o con l’Inail.
LA GIUNTA. In Abruzzo, come detto, il piano è stato definito ed è pronto per essere approvato dalla giunta. Molte aziende hanno già allestito i locali in cui vaccinare ma quasi sicuramente si partirà dopo il 3 giugno per far crescere il numero delle adesioni. Le vaccinazioni nei luoghi di lavoro rappresenteranno sicuramente un valore aggiunto. Basti pensare ai grandi stabilimenti industriali come quelli della Val Di Sangro, dove lavorano migliaia di persone provenienti anche da fuori Abruzzo. Grazie a questa opportunità, potranno trasformarsi in veri e propri hub.
PRENOTAZIONI PER TUTTI. A partire da giovedì prossimo, le prenotazioni per vaccinarsi saranno svincolate dall’anagrafica e saranno estese anche agli under 40, fino ai 16 anni.
Inoltre, se anche l’Aifa, dopo l’Ema, darà il via libera alla vaccinazione degli under 16 con le due dosi Pfizer, le prenotazioni saranno possibili anche per la fascia 12-15 anni.
IN FARMACIA. In Abruzzo sono pronte a partire anche le farmacie. Si attende solo la delibera di giunta per la ratifica dell’accordo siglato già a livello nazionale tra Governo, Assofarm e Federfarma. Il provvedimento è già instradato: giovedì scorso l’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì ha incontrato i rappresentanti delle associazioni per limare gli ultimi dettagli.
Per le tempistiche, si parla del 10 giugno. In particolare, spiega Venanzio Gizzi, presidente nazionale di Assofarm, «vanno definiti meglio alcuni aspetti organizzativi e bisogna decidere quali vaccini usare. L’ideale sarebbe ricorrere a Johnson&Johnson, che non necessita del richiamo».
«Per quanto riguarda i protocolli», continua Gizzi, «l’idea è di renderli flessibili e adattabili alle capacità di programmazione delle singole farmacie, perché ci sono situazioni molto diverse. Fermo restando che dovranno garantire la massima sicurezza sia per i cittadini che per i farmacisti. Finora», conclude, «oltre la metà delle 477 farmacie abruzzesi ha dato la propria disponibilità e si stanno concludendo i corsi di formazione organizzati dall’Istituto superiore di sanità per abilitare i farmacisti alla vaccinazione».
INFINE I DATI DI IERI. Hanno bisogno di pochi commenti perché i numeri parlano da sè: a fallire l’obiettivo è stata la Asl dell’Aquila che si è fermata ad appena 773 vaccinazioni mentre Chieti ne ha fatte 2.820, Pescara 2.633 e Teramo 2.307.
Il totale delle dosi somministrate ieri in Abruzzo si ferma a 8.533. Quindi sotto il target imposto dal commissario Figliuolo nonostante che la domenica l’asticella si abbassi.

