Vaccini Pfizer o Astrazeneca: si decide in base alle patologie

Dopo le rinunce degli ultimi giorni, la Asl spiega: la scelta della dose è fatta caso per caso dai sanitari E da oggi prendono servizio, a turno, anche i 70 medici di famiglia che hanno dato la disponibilità
PESCARA. Pfizer o AstraZeneca: il vaccino da iniettare lo decidono i medici sulla base delle patologie emerse dal colloquio col paziente. E intanto, oggi, da oggi 70 medici di famiglia pescaresi prenderanno servizio, a turno, nel centro vaccinale di Fontanelle. Saranno operativi nelle 6 postazioni (diventeranno 12 a pieno regime) che apriranno stamani alle 9 al Palafiere, col supporto di tre infermieri a rotazione su ogni linea. I medici di base procederanno con le vaccinazioni anti Covid, con precedenza ai loro pazienti assistiti, dal lunedì al sabato, mattina e pomeriggio. Non saranno di turno la domenica. Affiancheranno i sanitari della Asl e il Vax Team impegnati nelle operazioni di somministrazione delle dosi che questa settimana procedono prevalentemente per le fasce di età con patologie fragili, con una coda legata alle seconde inoculazioni agli ultraottantenni, in alcuni comuni del Pescarese.
I professionisti della medicina generale, operativi in via Tirino, utilizzeranno per le somministrazioni i vaccini Pfizer e AstraZeneca, le cui dosi vengono preparate nelle due farmacie del Palafiere dirette da Alberto Costantini. Mentre per le vaccinazioni a domicilio, a pazienti gravi, allettati e con difficoltà di deambulazione, vengono usati i preparati di Moderna. Il coordinamento delle turnazioni dei medici di base nei centri vaccinali è affidato a Rita Mazzocca, referente della Funzione Territoriale della Asl di Pescara. Mentre l’intera campagna vaccinale di Pescara e provincia è guidata da Rossano Di Luzio che ha annunciato l’arrivo, ieri, di 8mila dosi di vaccino Pfizer e 10mila AstraZeneca. La fornitura servirà a coprire anche le vaccinazioni in corso al Palafiere riguardanti le fasce deboli: 800 al giorno per tutta la settimana con una punta record di 2.190 dosi preparate dal Vax Team nella sola giornata di martedì. I sanitari della Asl spiegano che «il vaccino non si può scegliere, chi rifiuta la dose perde la vaccinazione». È accaduto più volte nelle ultime settimane con il contestato vaccino AstraZeneca.
Inoltre, per fare chiarezza sulla distribuzione dei vaccini, la Asl spiega che «le iniezioni di un vaccino piuttosto che un altro» all’utente che si è prenotato per riceverlo, è «personalizzato», tarato sulla «base delle patologie» rintracciate in sede di anamnesi prevaccinale, durante i colloqui con l’utenza agli sportelli. Pfizer è raccomandato agli utenti di tutte le età, mentre AstraZeneca, attualmente, può essere somministrato a chi ha più di 60 anni. L’ordine cronologico delle vaccinazioni dei gruppi target avviene sulla base delle indicazioni ministeriali.
Il 12 marzo scorso il ministero della Salute ha indicato, per i prossimi mesi, gli ultimi ordini di priorità vaccinale in base all’età e alle patologie, suddivisi per categorie. Categoria 1: elevata fragilità (persone estremamente vulnerabili e disabilità gravi). Categoria 2: persone di età compresa tra 70 e 79 anni. Categoria 3: soggetti tra i 60 e 69 anni. Categoria 4: 60enni senza gravi patologie. Categoria 5: il resto della popolazione. Atteso per metà aprile anche in Italia, il vaccino Johnson&Johnson è stato stoppato negli Usa per motivi precauzionali. Un provvedimento che si ripercuote sulla celerità della campagna di immunizzazione nazionale ed europea.

