«Vaccino a casa per mia madre disabile»

«Mia madre è disabile grave. Poiché non è trasportabile nel centro vaccinale, considerate le condizioni di salute, ho chiesto la somministrazione a domicilio. Ma il medico di famiglia non ha aderito...
«Mia madre è disabile grave. Poiché non è trasportabile nel centro vaccinale, considerate le condizioni di salute, ho chiesto la somministrazione a domicilio. Ma il medico di famiglia non ha aderito alla campagna, quindi non possiamo contare sul suo aiuto. Abbiamo manifestato l’interesse al vaccino il 19 gennaio, siamo ad aprile e ancora in attesa. Che fare?».
Stefania Di Pietro è una caregiver pescarese che scrive al Centro per conto della madre. La figlia riferisce che la madre 74enne «è stata contattata dalla Protezione civile per effettuare la vaccinazione il giorno successivo, ma alla mia rimostranza sul fatto che avevo richiesto l’inoculazione a domicilio poiché mia madre non è trasportabile a causa delle numerose patologie di cui è affetta, mi sono sentita rispondere che il mio caso sarebbe stato segnalato alla Asl». All’istanza della caregiver pescarese risponde Massimo Calisi, delegato regionale Fismu (Federazione sindacale medici uniti): «Questo», spiega il professionista, «è uno di quei casi che potremmo trattare spostandoci dal punto vaccinale, una volta prelevata la dose di vaccino, fino alle abitazioni dei pazienti sul territorio. Sarebbe un valido aiuto per tante famiglie in difficoltà». (c.co.)
Stefania Di Pietro è una caregiver pescarese che scrive al Centro per conto della madre. La figlia riferisce che la madre 74enne «è stata contattata dalla Protezione civile per effettuare la vaccinazione il giorno successivo, ma alla mia rimostranza sul fatto che avevo richiesto l’inoculazione a domicilio poiché mia madre non è trasportabile a causa delle numerose patologie di cui è affetta, mi sono sentita rispondere che il mio caso sarebbe stato segnalato alla Asl». All’istanza della caregiver pescarese risponde Massimo Calisi, delegato regionale Fismu (Federazione sindacale medici uniti): «Questo», spiega il professionista, «è uno di quei casi che potremmo trattare spostandoci dal punto vaccinale, una volta prelevata la dose di vaccino, fino alle abitazioni dei pazienti sul territorio. Sarebbe un valido aiuto per tante famiglie in difficoltà». (c.co.)

