Vaiolo delle scimmie, scatta la prevenzione in Abruzzo

Dai cinque casi scoperti tempo fa alle indagini attuali sul virus dell’Izs di Teramo
PESCARA. Vaiolo delle scimmie, anche in Abruzzo sono scattate le raccomandazioni del Ministero della Salute per scongiurare contagi causati dalla nuova variante del virus che imperversa in Africa. Ieri mattina, il Servizio di Prevenzione sanitaria della Regione ha diramato alle quattro Asl la nota ministeriale di allerta. Un documento che illustra sia gli aggiornamenti sulla malattia causata dal virus Mpox sia la dichiarazione di Emergenza di salute pubblica internazionale decretata dall’Organizzazione mondiale di sanità il 14 agosto dopo la scoperta, in Svezia, del primo caso europeo di nuova variante che mostra più diffusività rispetto al ceppo originario.
A quest’ultimo il Ministero della Salute ha attribuito 1.056 casi diagnosticati in Italia, dal 2022 fino all’8 agosto 2024, cinque dei quali, tutti non recenti, sono stati scoperti in Abruzzo.
L’ALLERTA. «Si trasmette la nota ministeriale contenente l’aggiornamento del quadro epidemiologico nazionale della Mpox e le relative raccomandazioni per il contenimento della diffusione», si legge sulla nota inviata alle Asl firmata da Franco Caracciolo e Adriano Murgano, rispettivamente dirigente regionale del Servizio di Prevenzione sanitaria medicina territoriale e responsabile dell’ufficio. Sensibilizzare i medici e gli operatori sanitari sulle “spie rosse”, le vescicole che compaiono sul corpo dei contagiati, che devono far sospettare di avere davanti un possibile caso di Mpox, e proteggerli da eventuali rischi, è una delle raccomandazioni contenute nella circolare del ministero. Ma nel documento firmato dal capo del Dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie, Maria Rosaria Campitiello e dal dg, Francesco Vaia, si raccomanda soprattutto «di sensibilizzare i viaggiatori diretti in Paesi con focolai confermati di infezione da virus Mpox clade I in merito al rischio di contrarre la malattia, fornendo loro informazioni pertinenti per proteggere sé stessi e gli altri prima, durante e dopo il viaggio».
Un'ultima indicazione riguarda i laboratori: «Si raccomanda alle Regioni di consolidare la rete diagnostica laboratoristica e di allertare i laboratori sull'importanza di disporre di capacità diagnostica per Mpox con particolare riferimento all'identificazione dei clade».
I LUOGHI A RISCHIO. Tra i Paesi da evitare secondo i dati dell'ultimo bollettino Ecdc del 16 agosto c'è la Repubblica Democratica del Congo (2.638 casi confermati e 14.151 sospetti), il Burundi (61 casi confermati e 165 sospetti), la Repubblica Centro Africana (35 casi confermati e 223 sospetti) e il Congo (19 casi confermati e 150 sospetti). Sempre in Africa, il vaiolo delle scimmie è stato riscontrato anche in Ruanda, Uganda, Sudafrica, Costa d’Avorio, Kenya e Camerun.
Proprio quest’ultimo Paese vede l’Abruzzo protagonista attraverso il centro di eccellenza rappresentato dall’Istituto Zooprofilattico di Teramo che sta svolgendo una complessa e preziosa indagine anche sul virus del vaiolo delle scimmie.
DALL’ABRUZZO IN CAMERUN. Lo studio dell’Izs è partito, qualche tempo fa, con una missione scientifica in Camerun del direttore generale dell’Istituto, Nicola D’Alterio, di recente nominato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri commissario straordinario nazionale per la brucellosi bovina, bufalina, ovina e caprina e per la tubercolosi bovina e bufalina.
Nel Paese africano, D’Alterio ha potuto avviare l’indagine sull’Mpox oggi condotta in Istituto da Alessio Lorusso, responsabile della Virologia.
Interpellato ieri mattina dal Centro, l’esperto ha innanzitutto confermato che i cinque casi, attribuiti dal Ministero all’Abruzzo, non sono recenti. E questa è la prima rassicurazione.
BATTERLO SUL TEMPO. Alla domanda su quale sia il rischio attuale in Regione, Lorusso risponde che in Abruzzo, così come nel resto d’Italia, esiste la probabilità di contagi causati dalla nuova variante del virus. «Non mi stupirei se ciò accadesse», aggiunge il virologo sottolineando l’importanza della tempestività della diagnosi. «Tutti coloro che provengono dalle aree a rischio», rimarca, «e presentano sintomi devono essere subito identificati». Ed è qui che l’Izs di Teramo, come è accaduto durante la pandemia da Covid, svolge un ruolo duplice e decisivo. «Al nostro lavoro di supporto agli ospedali della regione per una rapida diagnosi della malattia attraverso il sequenziamento del genoma del virus, affianchiamo lo studio nel mondo animale dell’Mpox partendo dai serbatoi di origine, nel nostro caso il Camerun», conclude l’esperto.

