Val Pescara, arriva il quarto caso

18 Marzo 2020

È un infermiere di Manoppello di 44 anni in servizio all’ospedale di Pescara

MANOPPELLO. È un infermiere di Manoppello l’uomo di 44 anni risultato positivo al test del coronavirus, test al quale si era sottoposto nel rispetto della prassi attinente al personale sanitario. Un infermiere in forza all’ospedale di Pescara e in servizio nel reparto dove sono ricoverati pazienti in cura per il contagio, provenienti dall’ospedale di Penne. «Infettato ma asintomatico. Si è posto immediatamente in quarantena», riferisce il sindaco Giorgio De Luca, «nella sua casa di Pescara dove, proprio per la professione che svolge, viveva momentaneamente da solo, lontano dalla famiglia. Una scelta consapevole operata anche con la decisione condivisa della moglie, dottoressa proprio all’ospedale di Pescara».
È questo il secondo caso di operatori sanitari dei centri della bassa Val Pescara coinvolti nella propagazione del Covid-19, partita dall’ospedale di Penne. Il primo ha riguardato una giovane infermiera di Roccamorice dipendente anche lei del San Massimo di Penne che, per prassi, ha dovuto sottoporsi al test scoprendo, pur non avendo sintomi, la sua contaminazione, costringendo tutti i componenti della famiglia, con i quali nei giorni precedenti era stata in contatto, alla quarantena. Il terzo caso, il primo in realtà in ordine cronologico, ha interessato un dipendente di un’azienda che opera nel territorio di Manoppello Scalo, rientrato in sede dopo essere stato per lavoro in Nord Italia. Il lavoratore aveva accusato sintomi con febbre la cui causa era proprio il Covid-19.
Infine un quarto caso ha interessato un’ anziana donna di Alanno che per la frattura di un femore, in seguito ad una caduta, era stata ricoverata all’ospedale San Massimo di Penne, dove anche lei purtroppo ha contratto l’infezione.
Dopo il test, risultato positivo, la donna era stata trasferita per la cura all'ospedale di Pescara. I quattro casi di contagio hanno fatto scattare, nei tre centri della Val Pescara, gli interventi e i richiami dei relativi primi cittadini, al rigoroso rispetto delle norme di prevenzione imposte dalla normativa in vigore, in primis quella di rimanere in casa e uscire solo per irrimandabili necessità da comprovare in caso di controllo.
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