VAL VIBRATA, ARTE E DILETTO

DA TORTORETO A SANT’OMERO TRA SITI ARCHEOLOGICI, CHIESE ANTICHE E PARCO GIOCHI
In spiaggia, a godere il sole e il mare, in relax, oppure attivamente, nuotando e praticando sport, grazie alle aree allestite in gran parte degli chalet. Quando scende il sole, o in alternativa al mare, sono tantissime le iniziative che animano il territorio sulla costa e in Val Vibrata, che offrono la possibilità di visitare borghi e colline e di addentrarsi tra cultura e tradizione, con programmi che sono rivolti anche all’enogastronomia.
Per gli amanti dell’arte, della cultura e della storia, a Tortoreto si può ammirare il sito archeologico Le Muracche. La Domus delle Muracche è tornata alla luce dopo secoli e secoli di buio sotterraneo e dopo lunghi anni di scavi. Si tratta di una villa rustica che si estendeva per 3710 metri quadrati, dove si producevano più di 10.000 litri di vino fino al V secolo avanti Cristo. Le ricerche archeologiche condotte dalla Soprintendenza hanno rivelato che la villa rustica fu costruita secondo uno schema diffuso in età romana, suddivisa in due parti ben distinte e ricche di mosaici policromi, anfore italiche, vasche di fermentazione e torchio. E’ possibile effettuare visite guidate effettuabili tramite prenotazioni, a cura del Gruppo archeologico del medio Adriatico (telefono 328.7032433). A Tortoreto, non solo arte e cultura, ma anche divertimento, per bambini e adulti, grazie all’Acquapark Onda blu (Strada Provinciale 8 - km 0,700 aperto tutti i giorni dalla 10 alle 18.30 tel. 0861.7791). Sono 120.000 mq, per tuffarsi nel divertimento: dai kamikaze ad altezze vertiginose agli acquascivoli multi - pista, dai tappeti dove scivolare a tutta birra al Blue Hole per scendere a perdifiato con i gommoni, fino alla fantastica piscina ad onde. Inoltre zona idromassaggio, solarium e area verde alberata. Per i più piccoli l’Isola Felice, con scivoli e tubi a e un’ area giochi.
Nella vicina campagna di Sant’Omero è possibile visitare la chiesa romanica Santa Maria a Vico, risalente al X secolo e ritenuta la più antica d'Abruzzo. Situata alla destra del torrente Vibrata, presenta una rarissima lavorazione "ad opus spicatum" nella facciata principale e transenne lucifere in travertino e terracotta recanti croci di Sant'Andrea e croci greche. Sull'area dove oggi sorge la chiesa, ai tempi dell'imperatore Traiano sorgeva un tempio con due sodalizi, dei quali uno si dedicava al culto di Ercole e l'altro al culto dell'imperatore. La Chiesa di Santa Maria a Vico è stata selezionata come sito paesaggistico di interesse nazionale e ha ricevuto il bollino di Meraviglia Italiana. Internandosi nelle viuzze della campagna di Sant’Omero, è possibile ammirare qualche esemplare di abitazione rurale in terra cruda, note col nome di "pinciare". Da visitare anche delle antichissime costruzioni in calcestruzzo, il cui uso non sembra sia stato ancora accertato: c'è chi sostiene che si tratti di cisterne per la raccolta e la conserva d'acqua, chi invece che si tratti di sepolcreti, per avervi trovato monete, vasi, utensili vari ed ossa umane. Sono conosciute come "Grotte dei Saraceni". Il territorio di Sant'Omero era ricchissimo di queste testimonianza di antiche civiltà ma attualmente solo sei di queste restano a mostrare il loro valore. Nel frattempo il sole è sceso, si avvicina il momento della cena, e trovandoci a Sant’Omero, dopo aver visitato il borgo del Paese del Baccalà, da stasera e sino al 19 luglio è possibile gustare le numerose ricette proposte dalla Pro Loco di Sant’Omero per la 34ª edizione della Sagra del Baccalà, che si incentra su piatti tradizionali e più innovativi a base di baccalà.
Stefania Mezzina

