Valentinetti a 3mila fedeli: «Donate l’Irpef alla Chiesa»

6 Maggio 2024

Folla al santuario di San Nunzio Sulprizio per le celebrazioni del santo operaio Appello dell’arcivescovo: «Con i fondi teniamo in piedi la mensa e il dormitorio»

PESCOSANSONESCO. Oltre 3mila persone hanno affollato, ieri mattina, il santuario di San Nunzio Sulprizio, a Pescosansonesco, per le celebrazioni dedicate al Santo operaio morto a Napoli il 5 maggio 1836, a soli 19 anni. Presente una nutrita rappresentanza di autorità, i sindaci della Val Pescara, forze dell'ordine, che hanno assistito alla messa delle 11 officiata da monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo della diocesi Pescara-Penne che durante l'omelia ha lanciato l'appello a donare i fondi all'8 per mille «che servono per la mensa e il dormitorio e sono stati utilizzati in passato per realizzare questa bella chiesa».
Una chiesa stracolma, ieri mattina, con la folla di pellegrini assiepata anche sul sagrato della basilica di Riparossa. Dopo le letture degli Atti degli Apostoli, Valentinetti si è rivolto agli amministratori presenti e ha detto: «Voi siete lì per coltivare il bene comune e non per occuparvi del vostro bene personale. E il bene comincia dalle piccole cose», dal predisporre «la coscienza a fare il proprio dovere. Così si rimane nell'amore del Signore nei tempi in cui assistiamo alla distruzione dell'umanità». E dopo la benedizione davanti all'urna del santo dei giovani ha commentato: «Ci lamentiamo dei giovani, ma che esempio stiamo dando loro? Vi dirò qualcosa che forse vi scandalizzerà: non sono d'accordo sul metodo delle proteste dei giovani contro la guerra, ma nella sostanza sì. Che San Nunzio ci aiuti». Quindi l'appello a donare l'8 mille: «Con questi fondi teniamo in piedi la mensa e il dormitorio» per i poveri «grazie ad essi siamo riusciti a costruire questa chiesa», il santuario di recente rinnovato all'interno e all'esterno con un sagrato capace di accogliere migliaia di pellegrini. Quindi il vescovo ha colto l'occasione per ringraziare il presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, in prima fila accanto al sindaco di Pescosansonesco, Nunzio Di Donato (e agli amministratori di Popoli, Scafa, Manoppello, Torre de' Passeri, Cepagatti, Civitaquana, Rosciano, Corvara, Castiglione a Casauria, Alanno, Pietranico, Bolognano, Cugnoli, Turrivalignani, Abbateggio, Brittoli) che ha organizzato l'evento. Tra i presenti l'onorevole Guerino Testa e il comandante dei carabinieri della Compagnia di Popoli, Carlo Colantoni.
«La Regione ci ha dato un sostanzioso aiuto nel momento in cui stavamo morendo», ha detto il vescovo che quindi si è appellato «al buon cuore di tutti». Dopo la liturgia, gli angeli con le tute blu hanno prelevato l'urna del santo per condurla in processione a spalla e a mano. Il corteo, che si è snodato lungo piazza Porta Nuova e via San Rocco, è stato accompagnato dalla banda di Picciano. Fortissima la devozione dei fedeli, provenienti dai paesi vicini e da tutto l'Abruzzo, che hanno visitato la pozza dove San Nunzio lavava la piaga al piede, la sala degli ex voto. C'è chi ha attinto l'acqua benedetta che sgorgava dalla roccia, con un cucchiaio, e chi riempiva bottigliette da riportare a casa in segno di devozione. I canti sono stati intonati dal coro diretto dai maestri Antonio Di Benedetto e Nunzio Varrasso.