Valentinetti a Penne: «La comunità vestina ha sofferto troppo»

15 Aprile 2017

L’arcivescovo in testa al corteo dei fedeli: «La mia presenza è un segnale di vicinanza dopo i tragici eventi di gennaio»

PENNE. La solenne liturgia del Venerdì santo di Penne, che affonda le sue radici nel Quattrocento e che fu istituita ufficialmente come ricorrenza religiosa, nel 1570, dal Cappuccino umbro Padre Girolamo da Montefiore, anche ieri sera è stata celebrata secondo le più antiche tradizioni religiose. Alle 19, la processione del Cristo morto dalla chiesa dell'Annunziata ha attraversato tutto il centro storico – da Colle Sacro a Colle Castello – accompagnata da tantissimi fedeli e dai più alti rappresentanti delle istituziooni civili e militari cittadine. Presente anche il vescovo della diocesi Pescara - Penne, monsignor Tommaso Valentinetti. Un momento commovente per tutta la comunità locale, fortemente segnata da un inverno difficile.

«La mia presenza è un segnale di vicinanza a tutto il territorio colpito dai tragici eventi dello scorso gennaio. Nella processione del Cristo morto abbiamo seguito il mistero della sepoltura, un mistero che esplode a nuova vita nel giorno della Pasqua. Dobbiamo cucire tutti noi un manto preziosissimo sul corpo di tutti coloro che provano sofferenza», ha detto il vescovo.

Anche quest'anno la processione pennese, coordinata dal comitato organizzatore presieduto da Antonio Mergiotti, è stata caratterizzata dall'originalità degli storici simulacri che la compongono, in particolare dal gruppo ligneo della Passione e dalla coperta funebre sulla quale è adagiato il Cristo morto, conosciuta anche con il nome di Copertone, ricca di ricami in oro e argento e di fili di seta variopinti applicati a una base di velluto nero. Ricami che riproducono gli strumenti della passione mentre di particolare interesse sono i quattro medaglioni d'angolo, che raffigurano la croce raggiante, l'albero della conoscenza, il calice con l'ostia solare e l'arca dell'alleanza. Fu commissionata nel 1860 dalla famiglia Assergi e donata alla chiesa dell'Annunziata. Quella di ieri è stata la prima processione da primo cittadino per il sindaco Mario Semproni.

«È stata come sempre una processione emozionante. Quest'anno, la nostra comunità è stata pesantemente colpita da eventi calamitosi e tragici. Come ha spiegato il vescovo Valentinetti dobbiamo avere la fede per superare momenti difficili e superare gli ostacoli. Come sindaco della città», ha proseguito Semproni «sono vicino a tutte quelle persone che soffrono e che in questo difficile periodo vivono situazioni spiacevoli».

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