Valentinetti: la politica pensi a chi ha più bisogno

23 Gennaio 2019

«Monsignor Forte ha ragione: no ai pregiudizi, si rispetti la dignità dell’uomo»

PESCARA. Dice di «condividere pienamente» tutti i punti del manifesto che monsignor Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto e presidente della Conferenza episcopale abruzzese-molisana, ha affidato agli abruzzesi in vista delle elezioni regionali del 10 febbraio prossimo e annuncia di averlo fatto proprio e rilanciato in maniera integrale nella diocesi di Pescara-Penne.
A una manciata di giorni dal ritorno alle urne, anche monsignor Tommaso Valentinetti dalla sua pagina Facebook interviene sulla necessità della Chiesa di accogliere gli stranieri e sull’importanza di mettere «la buona politica al servizio della pace» così come ha invitato a fare papa Francesco nel suo messaggio per la Giornata mondiale della pace 2019. Ieri mattina, Valentinetti ha pubblicato su Facebook la lettera integrale di monsignor Forte ispirata, scrive, alla dottrina sociale della Chiesa e al messaggio del Pontefice, condividendone tutti i passaggi «senza nulla aggiungere e senza nulla togliere».
Dal «dovere della solidarietà verso i più deboli» e di «accoglienza verso chi bussa alle nostre porte, fuggendo spesso da fame o violenza alla ricerca di un futuro migliore per sé e i propri cari» fino all’impegno «prioritario da parte di chi sarà eletto nei confronti dell’emergere e dell’allargarsi della povertà, del fondamentale problema del lavoro dei giovani» e «della situazione di emergenza del post-terremoto che esige una sollecitudine da incentivare con determinazione» e al dovere della salute e della sanità, di tutelare l’ambiente e la qualità dell’acqua.
Fino ad arrivare a schierarsi pubblicamente contro «ogni logica di esclusione» e contro «qualsivoglia rifiuto pregiudiziale del diverso». Tra i vari passaggi, in particolare, si insiste sul «rispetto della dignità di ogni persona umana, quale che sia il colore della sua pelle, la sua storia, la sua provenienza».
Monsignor Valentinetti, ci spieghi meglio qual è la posizione della diocesi di Pescara-Penne in merito all’accoglienza degli stranieri.
«La nostra posizione è chiara e nota. Noi siamo sempre aperti all’accoglienza ed è giusto che sia così. Non possiamo fare diversamente perché ce lo chiede il Vangelo, nel punto in cui Gesù dice ai suoi discepoli: “Ero straniero e mi avete ospitato”. Non c’è tanto da girarci intorno, questa è una regola evangelica che va rispettata».
Che cosa pensa del decreto sicurezza voluto dal ministro Matteo Salvini come risposta all’emergenza immigrazione, che sta suscitando tante polemiche anche tra i sindaci italiani?
«Il decreto sicurezza parte da un principio: se ci sono dei delinquenti in giro, allora questi delinquenti bisogna metterli al sicuro. Ma il problema è che non bisogna identificare l’immigrato con il delinquente, perché quel decreto provoca un’identificazione molto, molto pericolosa. Tra i migranti ci possono essere delle persone che delinquono, ma sicuramente ce ne sono molte altre che sono brave persone».
Condivide l’appello agli elettori abruzzesi lanciato da monsignor Bruno Forte?
«Lo condivido completamente, senza nulla togliere e nulla aggiungere. Per questo l’ho voluto pubblicare sul mio profilo Facebook, per rilanciarlo all’interno della diocesi».
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