Valerii, il 18enne ucraino innamorato dell’Abruzzo

«Sono scappato dalla guerra lasciandomi alle spalle bombe e distruzione A Pescara ho trovato gente stupenda, gioco a basket e mi sto per laureare»
L'AQUILA. I sogni di ragazzo contenuti tutti in uno zaino. Preparato in fretta e in furia per fuggire dalla guerra. Un pantalone, un maglione, due t shirt, calcini e mutande. Valerii Rybalchenko aveva sedici anni quando è fuggito dall'Ucraina, nel 2022. Pensava di restare in Italia un paio di settimane. Sono trascorsi più di due anni: l'Abruzzo lo ha accolto insieme alla mamma e alla nonna. Gli ha offerto una casa e una borsa di studio universitaria. Una porta spalancata sul futuro.
Valerii, mi racconti di lei. Come è arrivato in Italia?
Quando è scoppiata la guerra vivevo a Kiev, una metropoli da 3 milioni di abitanti. Facevo una vita normale, ma in un attimo tutto è cambiato. Solo bombe e distruzione. Così, sono scappato in Italia insieme a mia madre, mia nonna ci ha raggiunti dopo un mese.
Con quali mezzi?
Abbiamo preso un treno per l'evacuazione. Un calvario. Dieci ore senza stare seduto, in piedi uno contro l'altro. Poi, in Polonia siamo saliti su un autobus per Roma.
È stata una fuga a dir poco precipitosa?
Sì, siamo fuggiti con poco. Pensavo di rientrare presto nel mio Paese. Tutti credevano che nel ventunesimo secolo la guerra sarebbe finita in due, tre settimane. Una guerra- lampo, molto veloce. Non mi aspettavo tutto questo.
Chi ha lasciato in Ucraina?
Mio padre che ha 55 anni. È ancora lì, ma non sta combattendo perché ha problemi di salute. Ho lasciato il resto della famiglia, gli amici, la mia vita precedente. Sono arrivato a Pescara con uno zaino e pochi vestiti. Dopo qualche giorno papà ha spedito un pacco con dei cambi e qualche oggetto personale.
Perché avete scelto proprio l'Abruzzo?
A Pescara viveva da vent'anni un'amica di mia madre. E' stata lei ad accoglierci per prima.
Vi ha ospitato?
I primi quattro mesi siamo stati a casa di una sua amica, Chiara, che ci ha messo a diposizione gratuitamente il suo appartamento. Ad agosto 2022 ci siamo trasferiti a Penne, tramite l'Arci, in una casa rifugio dove c'erano tutti ucraini. Ci è stata assegnata una stanza con bagno. A settembre siamo andati in un altro appartamento a Chieti, dove tuttora vivono mia madre e mia nonna.
Lei invece?
Ho iniziato subito a darmi da fare per entrare all'Università. A novembre 2022 ho vinto una borsa di studio: c'erano 17 posti disponibili. Due ucraini e 15 per afgani: sono stato l'unico ucraino ad entrare.
Quale università frequenta?
La D'Annunzio di Chieti- Pescara, facoltà di economia aziendale. Quando ho avuto la borsa di studio ho iniziato ad abitare al campus universitario dove a Pescara. All'inizio imparare la lingue e studiare è stato piuttosto difficile. Ma per avere la borsa di studio bisogna essere in regola con gli esami.
Quindi, si è dato da fare?
Il primo anno servivano 30 crediti formativi universitari, il secondo 95. Ho dovuto studiare tantissimo, ma l'Università mi piace molto. Studio tutto il giorno e cinque volte a settimana mi alleno, il sabato partita.
Non solo studio, è anche uno sportivo?
Gioco a basket, appena arrivato in Abruzzo mi sono allenato con il Pescara basket, ma non avevo i documenti, non potevo giocare. Adesso sono nella squadra di Torre dei Passeri, è la terza stagione di campionato di serie D Under 19. L'allenatore del Pescara mi chiama ancora per chiedermi come sto e cosa faccio.
Torniamo agli studi: la laurea è vicina?
Mi manca un anno, ma studiare mi piace molto. In un anno dovrei finire la triennale, poi forse proseguirà con la magistrale sempre in Abruzzo. Ancora non so.
Ha anche una fidanzata italiana?
No, no. Ancora no, ma non si sa mai. Per adesso penso a laurearmi e agli allenamenti.
Come è stato accolto in Abruzzo?
Benissimo. All'Università, in squadra, mi hanno sempre fatto sentire uno di loro. Kiev è una città grande e dispersiva, Pescara è piccolina, tranquilla e poi c'è il mare, che adoro.
Vorrebbe tornare in Ucraina?
Vorrei, ma per il momento non posso. Tutti i miei amici sono ancora lì, solo uno è a Copenaghen. In questi due anni e sei mesi ho incontrato solo un vecchio compagno di scuola, due mesi fa a Pescara. Non tornerò subito in Ucraina, anche se finirà la guerra.
Pensa di restare in Abruzzo?
Il mio futuro è qui. Vorrei avere la cittadinanza italiana, non solo per i documenti. Perché mi piace l'Italia, è bellissima. Voglio studiare e lavorare e, perché no, anche costruire una famiglia.
E sua madre che ne pensa?
Mia madre e mio padre mi hanno detto: aspettiamo la laurea e, poi, una casa in Italia. Vorrebbero che mi sposassi e restassi qui.
L'Abruzzo le è entrato nel cuore.
Si vive bene, è tutto molto accogliente e semplice. In Abruzzo la natura è stupenda, c'è il mare, ma anche le montagne. E poi la cordialità delle persone è unica. Quando vado in giro ad allenarmi osservo sempre fuori dal finestrino. E quello che vedo è bellissimo.(m.p.)

