Vandali all’assalto della scuola: prime risposte dalle telecamere

Gli investigatori tendono a escludere che si tratti della baby gang responsabile di altri danni in città La preside della primaria di San Franco: «Mi auguro solo che non siano alunni del nostro istituto»
FRANCAVILLA. Indagini a tappeto, da parte dei carabinieri, per individuare i vandali che hanno assaltato la scuola primaria di San Franco, lasciando sotto choc l’intera comunità didattica. Dalle immagini registrate dalle telecamere, già arriverebbero le prime risposte, anche se il lavoro certosino degli investigatori va avanti per dare un nome alle sagome di giovanissimi ripresi dal sistema di videosorveglianza della scuola. E in base a queste, si tenderebbe a escludere l’azione della baby gang che da mesi imperversa in città. Piuttosto, si tratterebbe dell’azione sporadica di un gruppetto che nulla avrebbe a che fare con altri episodi. «Spero che non siano stati ragazzi della nostra scuola», commenta la preside Gabriella Di Mascio. «Un fatto del genere non si era mai verificato. Io penso che chi lo ha messo in atto abbia una profonda ferita interiore che va curata. Parlo da educatrice. Certo, va valutata anche l’ipotesi della bravata». E ancora: «Non ci sono stati problemi interni che possano far pensare a una rappresaglia da parte di nostri studenti. Tra l’altro, qui nessuno si era accorto di nulla: è stata colpita la zona mensa, che è staccata rispetto al resto dell’istituto. Siamo in contatto con Comune e carabinieri e speriamo che quanto prima si riesca a fare chiarezza su quanto accaduto». Nel frattempo, le telecamere dell'istituto che hanno ripreso l’atto vandalico hanno riportato d’attualità la necessità di un importante impianto di videosorveglianza in città. L’amministrazione comunale sta portando avanti il piano per l'installazione di una serie di telecamere su tutto il territorio. A curare il progetto è il consigliere comunale delegato alla sicurezza Antonio Solimini, che nei giorni scorsi ha preso parte a una serie di sopralluoghi per capire dove la videosorveglianza può essere più utile. Sicuramente da attenzionare ci sono tutte le vie di accesso dalla città, a nord, a sud e verso l’interno. Poi ancora le piazze, come la Sirena e Sant’Alfonso, ma anche la pista ciclopedonale, che in alcuni tratti rimane buia. L’amministrazione sta lavorando per riuscire a partecipare al bando ministeriale che dovrebbe uscire a fine novembre. Da qui si cercherà di reperire una buona fetta dei fondi che servono per andare a sorvegliare il territorio. L’altra parte invece dovrà metterla il Comune. L’obiettivo è quello di avere a disposizione una somma di circa mezzo milione di euro, così da consentire un intervento completo e ad ampio raggio.
«Avere le telecamere in città ha un duplice obiettivo», spiega il consigliere Solimini. «In primo luogo mette a disposizione degli inquirenti uno strumento che, anche se non decisivo, può offrire una mano concreta davanti ad atti delinquenziali o vandalici. Inoltre, la presenza di un sistema di videosorveglianza rappresenta un valido strumento di prevenzione. Un malintenzionato difficilmente sceglie di agire in un luogo in cui sa di essere visto». Salvo cambiamenti dettati dall’insediamento del nuovo governo, entro un mese e mezzo va presentato il progetto con cui chiedere il finanziamento.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

