Vandali, buche e degrado Ecco piazza Alessandrini

Scritte e scarabocchi sull’edificio del Mediamuseum, marciapiedi rotti e sporcizia L’assessore Albore Mascia: c’è un progetto da 1,9 milioni per riqualificare l’area
PESCARA. Marciapiedi sconnessi, sollevati dalle radici degli alberi e con buche enormi, che si allargano come crateri. Scritte, scarabocchi, disegni e graffiti coloratissimi, di ogni dimensione e in ogni angolo possibile e immaginabile: sui cordoli delle aiuole, sui gradini per raggiungere l’ex tribunale, che dal 1995 è la sede del Mediamuseum, su tutte le pareti dell’edificio e finanche sulle porte della struttura e sui vasi enormi posizionati vicino all’ingresso. Spazi deturpati senza un perché, segno di una inciviltà difficile da comprendere e da giustificare. E poi cartelli piegati e arrugginiti, se non cancellati dai writer, il cui passaggio non ha risparmiato neppure i cassonetti dei rifiuti e la fermata dell’autobus. E poi rifiuti gettati via a mo’ di sfregio alla struttura. Piazza Alessandrini è così, oggi: quei 1.800 metri quadri appaiono abbandonati a se stessi, dimenticati dalle istituzioni (l’edificio è del Comune, in passato ha ospitato il Tribunale) e bistrattati dagli uomini, visto che vengono usati come latrina a cielo aperto e, la sera, diventano punto di ritrovo di decine di giovanissimi, con la musica sparata a tutto volume.
Ma proprio in queste settimane si sta lavorando alla rinascita dell’area, annuncia l’assessore Luigi Albore Mascia, ricordando che «il Comune è riuscito ad ottenere i finanziamenti per la riqualificazione, partecipando a un bando ministeriale. I fondi sono quelli del Progetto di rigenerazione urbana, intercettati due anni fa e finanziati con il Pnrr, e credo che sarebbe stato difficile, per il Comune, mettere a disposizione delle risorse proprie», dice.
«Il progetto di fattibilità c’è già, per un importo di un milione e 900mila euro», prosegue l’assessore Albore Mascia, e «ora abbiamo affidato l’incarico per la progettazione esecutiva e definitiva. Di sicuro interverremo sul fabbricato dell’ex Tribunale, un edificio storico che ha bisogno di essere recuperato per essere messo a disposizione della città, non solo per la parte occupata dal Mediamuseum. Ma ora dobbiamo capire se ci sono le risorse per sistemare la piazza», la cui riqualificazione è prevista nel progetto di fattibilità. Si parla, infatti, di interventi «per sostituire gli elementi ammalorati, ridisegnare ambiti e spazi di socialità e riportare in coerenza gli apparati vegetali esistenti». Il problema sono i fondi: il finanziamento «è stato ottenuto prima della catastrofe che ha portato all’aumento dei prezzi di tutti i materiali». Proprio in questa fase, si valuterà e capirà «quali somme abbiamo a disposizione per la piazza. Non sarà possibile realizzare tutto quello che avevamo previsto, immagino, ma l’ideale è di migliorare tutto, anche sul retro dell’edificio, e di lavorare sull’appeal della piazza, a supporto delle attività economiche della zona. L’auspicio è che ci possano essere delle economie per un intervento di carattere urbanistico, per l’arredo urbano e il verde. E comunque saranno studiati dei deterrenti per gli atti di vandalismo che sfanno soffocando la città. Ci vuole, però, anche una certa educazione civica: se non c’è rispetto della cosa pubblica, diventa inutile intervenire. Qui esistono delle ordinanze, sono previste sanzioni forti per chi imbratta la città. Ma bisogna cogliere sul fatto gli autori. E comunque sporcano subito dopo la pulizia, nel giro di poche ore», conclude.
L’intervento previsto nel progetto di fattibilità è finalizzato a rendere l’edificio «sismicamente adeguato, ripristinandone la piena funzionalità statico-strutturale», considerati i problemi emersi in uno studio del 2019.

