Vandali in azione: sparito anche il murale di Floyd

8 Giugno 2021

Due raid in 24 ore: oscurato il ritratto in via Milano dopo quello di Willy in via Firenze proprio a ridosso del processo per l’omicidio del giovane massacrato a Colleferro

PESCARA. Due atti vandalici dai connotati razzisti commessi in centro nel giro di 24 ore. Prima è stato coperto con la vernice bianca il volto sorridente di Willy Monteiro Duarte, il giovane afroamericano massacrato con calci e pugni a Colleferro nel settembre scorso, immortalato in un murale in via Firenze. Poi è stato oscurato il ritratto ispirato a George Floyd in via Milano: lo spray nero ha reso irriconoscibile la figura a forma di cartoon dell'afroamericano ammazzato a Minneapolis un anno fa da un agente di polizia e la mascherina simbolica con la scritta “I can't breath” (non riesco a respirare) che campeggiava sul disegno in pieno centro.
I due episodi sono avvenuti a distanza di qualche ora: sabato è stata danneggiata l'opera dedicata a Willy Monteiro, realizzata dall'artista di Francavilla Ipman, poi ieri mattina la scoperta della macchia nera sul disegno di Floyd. Per una singolare coincidenza tra pochi giorni si terrà la prima udienza, davanti alla Corte d'Assise del Tribunale di Frosinone, per i fratelli Marco e Gabriele Bianchi e i loro amici Mario Pincarelli e Francesco Belleggia, tutti accusati dell'omicidio volontario del 21enne di Colleferro. Al momento non si sa se l’autore (o gli autori) dei due atti vandalici sia lo stesso, oppure se si sia trattato di due fatti isolati ma caratterizzati entrambi da una comune matrice razzista. La condanna è arrivata da più parti. Poco prima del secondo atto vandalico è stato il sindaco Carlo Masci a prendere posizione con un post sulla sua pagina Facebook e su quella istituzionale del Comune. «Lo sfregio al murale che ricorda un ragazzo ucciso è una ferita nel tessuto sano di un’intera comunità», scrive Masci. «Aver coperto con vernice bianca il dipinto dedicato alla memoria del ventunenne Willy Monteiro Duarte, in coincidenza temporale con la celebrazione del processo per il suo vigliacco assassinio avvenuto a Colleferro nella notte tra il 5 e il 6 giugno 2020, è qualcosa in più di un gesto vandalico o di intolleranza. Sull'humus dell'ignoranza e del disprezzo delle regole del vivere civile crescono purtroppo gesti come questi. Non basta condannarli, perché è banale e logico farlo: occorre impegnarsi per la maturazione di una coscienza civica a partire dalle scuole e dalle famiglie. Qui si sviluppano gli anticorpi all’intolleranza e alla violenza. Il murale deturpato», conclude Masci, «diventa così il richiamo alla nostra coscienza e ai nostri valori di libertà e di democrazia».