Vannacci: Pescara città piena di affetto

29 Maggio 2024

Dopo le contestazioni di ottobre, il generale è tornato come candidato della Lega alle Europee

PESCARA. Il generale e candidato della Lega per le elezioni europee, Roberto Vannacci, torna a Pescara, accolto da strette di mano, richieste di autografi e selfie e sceglie il teatro Sant’Andrea come ultima tappa abruzzese per la presentazione del nuovo libro dal titolo “Il coraggio vince”. Ieri pomeriggio, alla presenza del segretario regionale della Lega, Luigi D’Eramo, del consigliere regionale e capogruppo della Lega, Vincenzo D’Incecco, del senatore Alberto Bagnai e dell’ufficiale in congedo Angelo Manzo, il libro è un’autobiografia del generale che, attraverso la sua infanzia e le sue esperienze nell’esercito, si rivolge ai lettori con l’intento di «spiegare che cosa mi ha portato ad avere queste idee, giudicate da molte come inopportune e arretrate», come ha detto alla folta platea, «e sono felice di farlo qui a Pescara che, dopo le contestazioni di ottobre, si è rivelata essere una città accogliente e piena di affetto. Dopo aver venduto 300 mila copie con il mio primo libro, “Il mondo al contrario”, ho deciso di scriverne uno nuovo per fornire un quadro più completo sul mio pensiero e sul mio modo di vedere il mondo. Non sono il detentore della verità assoluta», dice, «ma ritengo che ci sono delle idee che possono essere espresse». Ed ecco la prima: «Una persona nera non rappresenta la popolazione italiana. Se vi guardate attorno, siamo tutti bianchi e questo perché gli italiani sono bianchi. Giustamente i neri hanno i loro diritti nel nostro Paese, ma se passeggiate per le strade di New York e vedete una persona di colore, diciamo la verità, non pensate che sia un italiano. Ma c’è un motivo dietro tutto questo, ovvero che nel nostro mondo esistono diverse etnie e queste etnie hanno i loro diversi tratti somatici». E dopo aver illustrato la sua teoria sull’essere un vero italiano, Vannacci è stato sollecitato dal consigliere D’Incecco a dire la sua sul patriarcato. «Il patriarcato protegge le donne e se ci fosse di più consentirebbe di evitare tutti questi femminicidi, proprio perché nel contesto del pater familias la donna è un essere fragile che va protetto e se non ci fosse stato questo modo di intendere la donna, quando il Titanic affondava, si sarebbero salvati solo uomini. I padri devono controllare le loro figlie e vedere con chi escono e dove vanno, e forse le cose andrebbero diversamente». Si vota l’8 e il 9 giugno e il generale Vannacci è pronto per rappresentare, se eletto, «solo gli interessi degli italiani. Non intendo essere inclusivo perché non è mio il compito di salvare gli gnu africani e, preciso, mi riferisco agli animali. L’Italia sarà», conclude Vannacci, «il mio solo e unico punto di riferimento».
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