Variante Delta, l’esperto: in Abruzzo niente focolai

30 Giugno 2021

Il dottor Stuppia: «Ma la situazione è da monitorare, usiamo la mascherina»

«Il numero dei casi non è inquietante, in Abruzzo non abbiamo focolai, ma sicuramente la situazione è da monitorare. La variante Delta si è già dimostrata più infettiva e più aggressiva e sembra ormai evidente che diventerà prevalente. Siamo in uno scenario completamente diverso rispetto alla scorsa estate. Al di là degli obblighi, le regole di comportamento rimangono fondamentali: bisogna continuare ad indossare la mascherina anche all'aperto se ci troviamo in situazioni di rischio». Così, a proposito dei primi casi abruzzesi riconducibili alla temuta variante Delta, Liborio Stuppia, direttore del laboratorio di Genetica molecolare-test Covid-19 dell'università d'Annunzio, una delle due strutture abruzzesi che si occupano di scovare le mutazioni del coronavirus.
NUOVI CASI
In Abruzzo sono una decina, fino ad ora, i casi legati alla variante. Gli ultimi due sono emersi entrambi nel Chietino. Riguardano un 80enne che era stato vaccinato e una giovane migrante. Entrambi sono stati ricoverati per precauzione nel reparto di Malattie infettive dell'ospedale di Chieti: l'uomo, con sintomi lievi, è stato sottoposto a terapia monoclonale e rimandato a casa; la donna, con sintomi lievissimi, dopo una breve osservazione è tornata nella struttura in cui è ospitata, ai fini dell'isolamento domiciliare. Attività di sequenziamento sono in corso su casi sospetti sia da parte del laboratorio di Chieti sia all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo.
VACCINI
Di positivo c'è che la vicenda dell'80enne conferma l'efficacia dei vaccini. L'uomo, pur avendo contratto il virus, nonostante l'età è in buone condizioni di salute. «Lui è un testimonial del vaccino», dice Stuppia, «le persone vaccinate possono comunque infettarsi e risultare positive, ma nella maggior parte dei casi non sviluppano la malattia o non sono interessate dai sintomi acuti del Covid-19. Ed è ormai dimostrato che con la doppia dose si è coperti anche contro la variante Delta».
VARIANTE DELTA
La variante in questione, prima chiamata "indiana" perché individuata per la prima volta in India, è considerata dal 30 al 60% più infettiva dell'inglese, cioè quella che in Abruzzo ha provocato la terza ondata, e sembrerebbe anche più aggressiva. In Gran Bretagna la variante è ora responsabile del 95% dei nuovi casi ed ha provocato una nuova impennata, con un picco, lunedì, di quasi 23mila contagi, facendo slittare di un mese la tanto attesa riapertura totale. «Non dico che sia opportuno richiudere tutto a scopo preventivo», osserva Stuppia, «ma siamo di fronte ad una situazione da monitorare: laddove ci dovessero essere dei focolai è bene intervenire, magari con misure localizzate».
PRUDENZA
L'esperto parla di uno «scenario molto diverso rispetto a giugno o luglio dell'anno scorso, quando i contagi andavano scemando e non avevamo nuove varianti. Non abbiamo focolai, sono casi sporadici, quindi al momento la situazione è relativamente tranquilla», sottolinea il direttore del laboratorio, «ora si farà il tracciamento dei contatti dei positivi e vedremo se verranno fuori nuovi contagi. Stiamo già sequenziando altri casi sospetti. Oltre ai vaccini, che sono l'arma principale di difesa, le regole comportamentali restano fondamentali: ci hanno detto che le mascherine non sono più obbligatorie all'aperto, ma se siamo in una situazione di rischio, se c'è un assembramento, dobbiamo continuare ad indossarle, anche all'aperto».
ULTIMI DATI
Intanto sono 30 i nuovi casi accertati nelle ultime ore. Martedì scorso erano stati 13. Nell'ultima settimana i contagi sono stati 159, nella precedente 154. Piuttosto che un nuovo incremento, sembra di assistere ad un rallentamento della frenata dei casi, che prima scendevano a ritmi maggiori. I nuovi casi sono emersi dall'analisi di 2.233 tamponi molecolari: è risultato positivo l'1,34% dei campioni. I nuovi positivi hanno età compresa tra uno e 89 anni. La località con più nuovi casi è Teramo (7). A livello territoriale, l'incremento più consistente si registra in provincia dell'Aquila (+14), seguita dal Teramano (+13) e dal Chietino (+5). Nessun nuovo caso nel Pescarese. Per quanto riguarda l'incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti, il dato peggiore è quello del Teramano, che sale fino a 26: è da quasi un mese che il valore non era così alto.
Segue l'Aquilano, con 16. Poi ci sono il Chietino (8) e il Pescarese (3). A livello regionale l'incidenza sale da 11 a 12 (per la zona bianca deve essere inferiore a 50).
RICOVERI
Tanti i guariti delle ultime ore, ben 123, che fanno salire il totale a 71.380. Di conseguenza si riducono gli attualmente positivi al virus: sono 900 (-93). I ricoveri passano dai 27 di lunedì ai 26 di ieri: 25 pazienti (-1) sono in area medica e uno (invariato, senza nuovi ingressi) è in terapia intensiva. Gli altri 874 attualmente positivi sono in isolamento domiciliare (-92). Per il quinto giorno consecutivo non si registrano decessi: il bilancio delle vittime resta fermo a 2.512.
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