Vaticano sempre più duro contro gli abusi

Aggiornata la normativa sui “delitti più gravi”, procedura più spedita nei casi di pedofilia
PESCARA. Il giro di vite in Vaticano sui «delitti eccezionalmente gravi» è iniziato, in particolare, nel 2010 quando la Santa Sede ha pubblicato l’aggiornamento delle norme canoniche sui “Delicta graviora” del 2001 che accompagnava il «Sacramentorum sanctitatis tutela», firmato nel 2001 da Giovanni Paolo II nel quale si affrontava il tema degli abusi da parte di sacerdoti. La normativa è firmata dal prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede che si occupa di giudicare i delitti contro la fede e i delitti più gravi commessi contro i costumi o nella celebrazione dei sacramenti.
Tra le nuove norme, è stata prevista proprio una procedura più spedita per la dimissione dallo stato clericale di un sacerdote considerato pedofilo oppure l’introduzione del reato della pedopornografia. La normativa era stata approvata da Papa Ratzinger nel maggio 2010.
Per il reato di abuso sessuale, l’articolo di riferimento è il numero 6 che dice: «I delitti più gravi contro i costumi, riservati al giudizio della Congregazione per la Dottrina della Fede, sono il delitto contro il sesto comandamento del Decalogo commesso da un chierico con un minore di diciotto anni; in questo numero, viene equiparata al minore la persona che abitualmente ha un uso imperfetto della ragione (...). Il chierico che compie i delitti di cui al capo 1 sia punito secondo la gravità del crimine, non esclusa la dimissione o la deposizione».
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