Veglia di solidarietà per il prete accusato d’abusi: «È puro di cuore»

I fedeli a Spoltore per difendere don Vito sotto inchiesta per violenza su un minore di 15 anni Oggi incidente probatorio in tribunale: il ragazzo davanti al gip per confermare le accuse
PESCARA. Nel giorno in cui la procura cerca di impacchettare le accuse a don Vito Cantò, alcuni fedeli di Spoltore organizzano un veglia di solidarietà per il prete finito sotto inchiesta con l’accusa di aver abusato di un ragazzo di 15 anni. «Don Vito è puro di cuore», spiegano alcuni fedeli della parrocchia di Villa Raspa – la stessa da cui il prete è stato allontanato – e di quella di Spoltore che, oggi alle 19.30, si ritroveranno in largo San Giovanni a Spoltore per pregare per don Vito e per offrire alcune testimonianze: quelle della famiglie che hanno frequentato la parrocchia e che, come spiegano, hanno vissuto «esperienze positive con don Vito».
Per il messaggio di solidarietà, in largo San Giovanni, si raccoglieranno adulti e, forse, anche ragazzi che hanno frequentato la parrocchia oppure che sono stati confessati da don Vito sulla spiaggia, l’iniziativa che anni fa proiettò il prete alle cronache nazionale. Non è un caso che i fedeli abbiano scelto proprio la giornata di oggi per offrire solidarietà a don Vito perché, qualche ora prima della veglia, alle 14.30 in tribunale, si svolgerà l’incidente probatorio. Davanti al gip, al pm Salvatore Campochiaro e agli avvocati di tutte le parti la presunta vittima sarà chiamata a ricostruire cosa accadde tra il 2011 e il 2012, l’arco di tempo in cui per l’accusa don Vito avrebbe abusato del giovane che all’epoca aveva 15 anni. Il giovane risponderà quindi alle domande sostenuto da due medici nominati dal gip, Catapane e Cupillari. La versione del ragazzo, che era stato già ascoltato dalla Squadra Mobile di Pierfrancesco Muriana, sarà cristalizzata ed entrerà direttamente nel processo.
Il ragazzo è la presunta vittima di un’inchiesta emersa da poco e in cui don Vito, 42 anni, è sospettato di aver abusato del giovane.
Circa 16 mesi fa don Vito era stato allontanato dalla chiesa di Villa Raspa e sospeso dalle mansioni sacerdotali da monsignor Tommaso Valentinetti. Da allora, per il prete sotto accusa, è iniziato il processo canonico che, dopo il rinvio a giudizio del prete, si trova nella fase del dibattimento. La chiesa, quindi, sta già processando don Vito e, lasciando sempre aperta la strada dell’assoluzione, il prete rischia dalla pena più blanda, come una limitazione del ministero o l’obbligo di dimora in una struttura protetta come un monastero oppure la più alta: la dimissione, la perdita dello stato clericale. Con l’incidente probatorio di oggi in tribunale si aggiungerà invece un altro tassello all’inchiesta penale da cui il prete dovrà difendersi.
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