Veleni di Bussi, in strada la protesta dei manichini
I residenti invocano la bonifica della discarica e chiedono la reindustrializzazione «Abbiamo diritto alla salute e bisogno di lavoro». Oggi manifestazione a Pescara
BUSSI SUL TIRINO. Manichini vestiti da operai legati al centro della rotatoria pre-galleria e manifesti che urlano la richiesta di bonifica e reindustrializzazione del sito di interesse nazionale di Bussi. A scendere in campo per la prima volta sono i cittadini bussesi, quasi tutti disoccupati, che in segno di protesta si sono costituiti nel comitato Cittadini Bonifichiamo e Reindustrializziamo Bussi. Intendono dire «no» all’emendamento alla legge di stabilità che prevede sia direttamente la Regione a gestire i fondi destinati alla bonifica del Sin sulla base di un accordo di programma tra ministero dell’Ambiente e Regione (bocciato al Senato e ripresentato alla Camera a firma Chiara Braga e Antonio Castricone) e chiedono di convocare immediatamente la conferenza dei servizi e firmare l’accordo di programma saltato il 30 ottobre scorso proprio per la mancata presenza di Regione e Ministero dell’Ambiente.
«Dopo tanti anni finalmente abbiamo la possibilità di avviare i lavori di messa in sicurezza e bonifica e la reindustrializzazione del Sin che porterà nuova occupazione per tanti cittadini abruzzesi», affermano alcuni esponenti del Comitato, «adesso non possiamo più aspettare altrimenti sarà la fine sia per Bussi che per l’intera Val Pescara. Chiediamo che venga convocata la conferenza dei servizi per firmare l'accordo di programma e non permetteremo a nessuno di rubarci questa grande e unica opportunità per la salute e per il lavoro. Chiediamo, quindi, a tutti», aggiungono, «di partecipare alle iniziative di solidarietà e di lotta per difendere la salute e il lavoro, accelerare l’arrivo di nuovi investitori come la holding Filippi Farmaceutica, interessata a rilevare il sito presente Solvay (circa 150 posti lavoro) e creare nuova occupazione (circa 200 posti) offrendo opportunità e futuro ai giovani».
Il comitato ha affisso alcuni manifesti di protesta sulle strade e installato due finti operai al centro della rotonda che collega alla galleria di Bussi, sulla statale 17 che porta all’autostrada A25: «Il Jobs Act della Regione Abruzzo: rinunciare a 400 posti di lavoro», si legge su uno dei cartelli posti di fianco ai due pupazzi-operai legati al palo centrale del rondeau. E ancora, «Sos Politici italiani aiutateci».
Ieri pomeriggio, nella sala consiliare di Bussi, il comitato ha organizzato un primo incontro per definire i prossimi appuntamenti e ha iniziato la sensibilizzazione sul territorio bussese. Oggi la manifestazione continuerà a Pescara con un sit-in, in programma questo pomeriggio in piazza Salotto.
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