Veleno per topi nei parchi, cane in fin di vita

Francavilla, una proprietaria lancia l’allarme: «Anche altri animali hanno avuto problemi di salute»
FRANCAVILLA. È Bruce, simpatico bulldog inglese, la sfortunata vittima di quella che forse è la mano di un folle che cosparge le aree verdi di topicida. Pochi giorni fa il cane si trovava nei giardinetti di viale Primo Vere, al confine con Pescara, quando è entrato in contatto con la sostanza nociva.
«Inizialmente non mi sono accorta di nulla, stava bene, fin quando la notte non ha avuto una forte crisi respiratoria», racconta la proprietaria di Bruce, Valentina Mennilli, «porto sempre mio figlio e il mio cane qui a giocare». Non è infatti la prima volta che episodi di questo genere accadono in quell’area, l’ultimo episodio si è verificato lo scorso luglio e ha visto vittima ancora una volta il bulldog di Valentina. «L’ultima volta ce la siamo cavati con poco», aggiunge la donna, «ma adesso Bruce è in condizioni critiche, il veleno ha agito lentamente nella notte e gli ha provocato una forte insufficienza renale che gli ha fatto perdere molti liquidi disidratandolo sempre di più dall’interno, anche i polmoni sono stati compromessi poiché pieni di liquido, lo stesso che l’ha portato poi ad avere la crisi respiratoria».
La proprietaria è preoccupata e affranta da giorni segnati da entrate e uscite dalla clinica veterinaria dove il suo fedele amico sta ricevendo le cure necessarie.
Ma Bruce probabilmente non è l’unico cane ad aver inalato o ingerito il veleno, altri cani dei condomini di zona, infatti, hanno avuto problemi di salute fortunatamente più lievi. «Siamo preoccupati», continua Mennilli, «in queste aree verdi siamo in molti a portarci anche bambini piccoli che, come mio figlio di soli due anni, non capiscono che non devono mettere nulla in bocca, è rischioso anche per la loro incolumità». La proprietaria del bulldog ha allertato la polizia locale e la Asl, che stanno indagando per risalire alle cause dell’avvelenamento. Nell’area sono presenti le trappole per topi posizionate dal Comune per la derattizzazione. Può essere quindi che l’accaduto non sia frutto del gesto di un folle anche se, come dice la proprietaria del cane, spesso gli abitanti della zona si lamentano della presenza dei cani e soprattutto dell’inciviltà di alcuni proprietari che non raccolgono le loro deiezioni. «È giusto arrabbiarsi e chiedere il rispetto delle regole, è dovere di noi proprietari tenere pulite le aree in cui portiamo a passeggiare i nostri amici, ma questa rabbia non giustificherebbe l’eventuale dolo a monte dell’avvelenamento», conclude Valentina. In casi del genere i medici della Asl ricordano che è necessario allertare i loro uffici, nel caso in cui la vittima sia un randagio, o il proprio veterinario nel caso di un animale di proprietà, per procedere all’analisi di laboratorio delle esche o delle carcasse e alla verifica dell’eventuale presenza di veleni o pesticidi per poi procedere successivamente alla bonifica dell’area interessata. (e.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

