Vendite delle case in crisi è il boom degli affitti

20 Agosto 2015

A Pescara una famiglia su 5 vive in un alloggio non suo, e la tendenza contagia anche piccoli comuni come Torre de’ Passeri, Bolognano, Popoli e Tocco

PESCARA. A Pescara è corsa agli affitti, tanto che la città è al quarto posto fra i Comuni della regione, per il numero di famiglie che hanno scelto di vivere pagando mensilmente una locazione. A seguire, Torre de'Passeri, Bolognano e Popoli, con i primi due che si piazzano al quinto posto in regione.

Sono i dati relativi ai luoghi in cui si vive di più in affitto, secondo un'analisi di Solo Affitti, franchising immobiliare specializzato in Italia nella locazione con 340 agenzie (40 in Spagna). E se Pescara non rappresenta una sorpresa, nella quale quasi un quinto delle famiglie vive in affitto, data anche la crisi del mattone, e la quasi impossibilità per i giovani di stipulare un mutuo, il dato mostra come anche in piccoli paesi, dove ci si sarebbe attesa una maggiore cultura verso l'appartamento di proprietà, come appunto Torre de' Passeri e Bolognano, ma anche Popoli, la «precarietà» si stia sempre di più radicando. Sempre nella provincia di Pescara, poi svettano i Comuni dove si è costruito molto, come Montesilvano, in cui all'appartamento in affitto hanno fatto ricorso quasi il 16% delle famiglie, oppure Penne e Città Sant’Angelo, che rispettivamente contano il 10,56% e il 10,34% delle unità famigliari che, o per necessità o proprio per scelta, hanno deciso di prendere case in affitto.

Tra l’altro, Pescara è anche la provincia abruzzese con più famiglie in affitto (14,6%), seguita da L'Aquila (2° posto in regione con il 12,2%), Chieti (3° posto e 12%) e Teramo (4° posto e 11,2%). Sempre nel pescarese, invece, stando ancora ai dati di Solo Affitti, poche famiglie scelgono di vivere in affitto a Cugnoli (ultimo posto con il 4,7%), Lettomanoppello (penultimo posto e 5,1%) e Farindola (terzultimo posto e 5,9%).

«In Italia fino ad oggi», ha osservato Silvia Spronelli, presidente di Solo Affitti, «a livello normativo si è pensato soprattutto ai proprietari d'immobili e molto meno a chi va in affitto.

Sarebbe necessaria una politica organica sulle locazioni prevedendo un piano di agevolazioni fiscali che coinvolga gli studenti, le giovani coppie, le famiglie in difficoltà ma anche gli stessi locatori come avviene in tanti altri Paesi europei. Del resto, anche da noi», prosegue Spronelli, «sta cambiando la visione culturale dell'affitto: non è più una soluzione transitoria. In Italia abbiamo visto piuttosto ridursi nel tempo quel poco di agevolazioni che esistevano. Con la tassazione fissa al 21% della cedolare secca, certamente si è avviato un percorso virtuoso. L'ulteriore riduzione dal 21 al 10% della cedolare secca quando si applica il canone concordato ha dato un'accelerazione».

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