Venti espositori in un negozio, ecco l’economia condivisa

3 Dicembre 2014

L’idea di Mariateresa: affitto il mio locale agli artigiani, in questa maniera hanno visibilità e abbattono i costi

PESCARA. Per anni ha girato per mercatini e fiere fin quando si è costruita una rete di artigiani. «E come posso mettere a frutto questa esperienza?», si è detta Mariateresa Porreca, 49 anni, romana con il papà abruzzese, con il pallino degli oggetti scovati nei mercatini e delle lavorazioni artigianali. E’ nata da qui l’idea dell’economia condivisa, come racconta Porreca, titolare del negozio in via Trento “I mercatini di Terry”, un locale trasformato in una sorta di bazar in cui espongono a rotazione una serie di artigiani e in cui il cliente non sa mai cosa troverà. Alla base dell’economia condivisa c’è soprattutto una risposta ai tempi di crisi perché, come illustra la titolare, «nel mio negozio l’artigiano potrà esporre i suoi prodotti e venderli per 45 giorni pagando solo una quota dell’affitto e potendo contare su tre dipendenti: me e altri due collaboratori, Tamara La Torre e Stefano DI Fresco». In questo periodo, come racconta la titolare Porreca, gli spazi del locale sono affittati a una ventina di artigiani. «C’è una ragazza che fa riciclo creativo con la carta proponendo vasi, un espositore che si occupa di lavorazioni all’uncinetto e, poi, bigiotteria, punto a croce e anche altro». Il vantaggio per chi espone è avere uno spicchio di un negozio e una vetrina a prezzi convenienti senza accollarsi tutte le spese di gestione di un locale perché, come illustra ancora la titolare, «si paga una quota di affitto e tutto il ricavato della vendita dei 45 giorni andrà all’espositore». «E’ una maniera», racconta ancora la titolare, «per dare spazio e visibilità a chi non riesce a sostenere i costi di un negozio». (p. au.)

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