Ventimila abruzzesi hanno contratto il virus del Covid 19

6 Agosto 2020

Ecco i primi risultati dell’indagine del Ministero e dell’Istat Sono sei volte in più rispetto ai casi intercettati coi tamponi

PESCARA. Sono 19.950 gli abruzzesi che hanno sviluppato gli anticorpi per il coronavirus e che, quindi, hanno contratto l'infezione, cioè sei volte in più rispetto ai casi ufficialmente intercettati con i tamponi. È quanto emerge per l'Abruzzo dai primi risultati dell'indagine di sieroprevalenza sul SarsCov2 curata dal ministero della Salute e dall'Istat. Gli anticorpi sono presenti nell'1,5% della popolazione, dato che colloca l'Abruzzo al decimo posto della graduatoria nazionale. Intanto sono 21 i nuovi casi emersi dagli ultimi test, ma il dato comprende anche due migranti del Cas di Pettino (L’Aquila) e 16 ospiti del Cas di Gissi, che martedì non erano stati inseriti nel bollettino della Regione. Il totale dei pazienti affetti da Covid-19 in Abruzzo sale così a 3.420.
L'INDAGINE. Lo studio di sieroprevalenza è finalizzato a definire la proporzione di cittadini che hanno sviluppato una risposta anticorpale e che quindi hanno contratto l'infezione in forma più o meno sintomatica. I risultati, ancora provvisori, sono relativi a 64.660 persone che hanno effettuato il prelievo in tutta Italia, numero inferiore rispetto a quello inizialmente previsto. Il campione è stato individuato dall'Istat, affinché fosse rappresentativo dell'intera popolazione italiana. A contattare i soggetti individuati dall'istituto di statistica è stata la Croce Rossa Italiana. Trentadue i punti di prelievo predisposti dalle Asl abruzzesi.
ABRUZZO NELLA TOP TEN. L'Abruzzo, con il suo 1,5%, si colloca al decimo posto della classifica e chiude la "top ten" delle regioni più colpite. Subito prima ci sono il Veneto (1,9%), le Marche (2,7%) e l'Emilia Romagna (2,8%), mentre subito dopo ecco Lazio (1%), Toscana (1%) e Friuli Venezia Giulia (1%). Con il 7,5%, c'è la Lombardia in testa alla classifica, chiusa dalla Sicilia (0,3%). La media italiana è del 2,5%. Vale a dire che un milione e 482mila persone hanno sviluppato anticorpi. Gli esiti dell'indagine di sieroprevalenza confermano ciò che è sempre emerso dai dati ufficiali: Abruzzo regione "cerniera" tra un Nord martoriato dal virus e un Sud che tutto sommato ha retto bene. I dati svelano che la prevalenza dello sviluppo di anticorpi è simile per tutte le classi di età, ma il livello più basso (1,3%) è per i bambini piccoli, mentre per gli anziani è a 1,8%. Gli asintomatici arrivano al 27,3%. Gli operatori della sanità sono i più colpiti, con il 9,8%, gli addetti alla ristorazione superano il 4%.
NUOVI CASI. Sono 21 i nuovi casi emersi dai test delle ultime ore. Oltre ai 2 aquilani e ai 16 relativi ai migranti ospiti del Cas di Gissi – la notizia era circolata già prima che i dati venissero inseriti nel bollettino ufficiale della Regione Abruzzo – ve ne sono altri tre: due pazienti residenti o domiciliati in provincia di Pescara e uno nel Chietino. Dei 3.420 casi abruzzesi, 260 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila, 845 in provincia di Chieti, 1.631 in provincia di Pescara, 641 in provincia di Teramo e 27 fuori regione. Dall’inizio dell’emergenza sono stati eseguiti complessivamente 132.316 test, cioè 884 più di martedì.
AUMENTANO I POSITIVI. Con i nuovi casi sale di 17 unità il numero degli attualmente positivi, che sono 142: del totale delle persone al momento malate, 19 pazienti (+1 rispetto a martedì) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva e uno (invariato) è in terapia intensiva, mentre tutti gli altri, 120 persone (+14), sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. Quattro in più i dimessi o guariti, che sono in tutto 2.808. Non si registrano decessi recenti: il bilancio delle vittime resta invariato a 472.