Verì: Asl commissariate se non rispettano i tempi

10 Gennaio 2023

L’assessore: «Garantire gli stessi livelli d’assistenza in tutte le province»

L’AQUILA. I direttori generali delle Asl regionali potranno essere commissariati se non provvederanno a recepire tempestivamente gli atti di programmazione della Regione. Lo prevede una modifica alla legge regionale sulla gestione e controllo delle aziende sanitarie (la 146 del 1996), approvata dal Consiglio su proposta dell’assessore alla Salute Nicoletta Verì e inserita nei documenti finanziari di prossima promulgazione.
tempi uguali per tutti
«La ratio di questa norma», spiega l’assessore, «è quella di uniformare, anche sotto il profilo della tempistica, il recepimento delle linee di indirizzo del governo regionale da parte delle direzioni strategiche delle Asl. Negli anni, infatti, abbiamo assistito a un disallineamento dei tempi di applicazione degli strumenti di programmazione, con conseguente mancanza di omogeneità delle procedure adottate nelle diverse Asl. Assessorato, Dipartimento e Agenzia Sanitaria, infatti, monitorano costantemente questi processi nelle aziende sanitarie e con la modifica normativa avremo a disposizione uno strumento più incisivo per realizzare gli obiettivi di salute stabiliti dal governo regionale e dalle linee guida nazionali».
diffide e commissARI
Il testo del nuovo articolo prevede che, nel caso in cui le Asl non trasmettano al Dipartimento regionale Sanità gli atti di recepimento degli strumenti di programmazione approvati, scatterà una formale diffida al direttore generale ad adempiere entro 30 giorni. Trascorsi ulteriori 30 giorni dalla scadenza del termine, si procederà alla nomina di un commissario ad acta e al contestuale avvio della procedura di revoca dall’incarico dello stesso direttore generale. «Ritengo», continua Verì, «che si tratti di una disposizione di buonsenso, che ci permetterà di far viaggiare il nostro sistema sanitario regionale alla stessa velocità in tutte le province, garantendo gli stessi livelli di assistenza ai nostri concittadini».
liste d’attesa
Intanto, ieri a Pescara il 2023 della sanità abruzzese si è aperto con la prima riunione dell’anno del tavolo di coordinamento Regione-Asl (istituito dall’assessore Verì con una delibera di giunta del 2020 e del quale fanno parte direttori generali, sanitari e amministrativi di tutte le Asl) chiamato a discutere una serie di temi centrali per i prossimi mesi: dalle attività legate al Piano nazionale di ripresa e resilienza al governo delle liste d’attesa, senza trascurare una serie di criticità, come la situazione dei pronto soccorso e la carenza di personale medico, sia ospedaliero sia territoriale.
l’agenda 2023
Del resto, l’anno appena cominciato sarà quello decisivo per l’applicazione della riforma Speranza-Draghi che prevede la nascita di case della comunità, centrali operative territoriali, ospedali di comunità, infermieri di famiglia e di continuità assistenziale. Obiettivi: alleggerire gli ospedali, assistere i pazienti a casa, capillarizzare i servizi sul territorio. Cambiano i ruoli: maggiori compiti ai distretti, una posizione centrale per gli infermieri e un’inedita integrazione col territorio e con la sua governance istituzionale. La giunta regionale ha recepito il decreto attraverso l’approvazione del Piano dell’assistenza territoriale che definisce la programmazione del nuovo assetto di rete. In Abruzzo nasceranno 40 case della comunità, 13 centrali operative territoriali e 11 ospedali di comunità. Entro il 2023 dovranno essere definite le procedure e i protocolli e percorsi diagnostici per realizzare la presa in carico territoriale del cittadino, compresa l’attivazione del modello della casa di comunità nelle sedi già operative e la mappatura dei servizi per individuare la macro-offerta territoriale. Entro il 2026 tutto dovrà andare a regime.
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