Verì: «Confini aperti nella nostra regione»

La Protezione civile cerca hotel per chi viene dal Nord e deve stare in quarantena In una circolare destinata ai medici i 4 passaggi da seguire per i casi sospetti
L'AQUILA. L'Abruzzo tieni aperti i confini. I cittadini che arrivano da altre Regioni o dall'estero potranno circolare liberamente, senza particolari restrizioni, nonostante l'allarme Coronavirus. In poche, esaustive, righe, l'assessore alla sanità, Nicoletta Verì, sgombera il campo da ogni diversa interpretazione e spiega che «non ci sono limitazioni alla mobilità dei cittadini di altre regioni in Abruzzo». E per chi viene dal Nord, ed è sottoposto a quarantena volontaria, la Protezione civile chiede aiuto agli albergatori. Federalberghi della provincia dell'Aquila ha già inviato una nota a tutte le strutture ricettive per sondare il terreno sui posti disponibili. Intanto, dalla Regione arriva il protocollo d'intesa sulla gestione dei casi sospetti che pubblichiamo nella tabella.
PORTE APERTE. «Nei decreti del ministero non compare ancora il nome della nostra regione, che può continuare a svolgere le sue attività in modo normale. E ci auguriamo che non ci sia neppure in futuro», le parole di Verì, che ha ribadito come «i cittadini possono entrare in Abruzzo e soggiornarvi senza alcun problema». Tanto che la Protezione civile si è messa subito in moto per trovare un alloggio anche a chi dovrà restare in quarantena.
«Siamo stati contattati dai responsabili della protezione civile della Regione Abruzzo», scrive Federalberghi L'Aquila, «in merito alla predisposizione di misure adeguate relative ad un possibile contagio da Coronavirus nel nostro territorio, i quali ci hanno richiesto di consultare gli albergatori e i titolari di strutture ricettive della provincia dell'Aquila, al fine di conoscere la loro eventuale disponibilità ad ospitare persone non residenti, che si trovino a transitare in Abruzzo e che debbano effettuare la quarantena volontaria in quanto sospette, perché provenienti dalle zone individuate nelle aree del contagio, e che non hanno a disposizione una casa o un luogo alternativo dove soggiornare». Agli albergatori aquilani viene chiesto di dare la disponibilità entro oggi all'indirizzo info@confcommercioaq.it, «anche al fine di evitare la requisizione delle strutture da parte della protezione civile».
CASI SOSPETTI. Sono quattro i passaggi fondamentali da rispettare nella gestione di casi sospetti da infezione da Coronavirus, secondo la circolare emanata dalla Regione.
Una sorta di protocollo interno a disposizione del personale sanitario e degli ospedali regionali. Il primo step riguarda i comportamenti e i contatti del soggetto in questione, nei 14 giorni precedenti: se ha viaggiato in aree a rischio della Cina, se ha avuto contatti con casi di probabile o accertato contagio da Coronavirus o se si tratta di un operatore sanitario, che ha prestato servizio in un ambiente dove sono in cura pazienti con infezioni respiratorie acute. Se la persona è asintomatica esce automaticamente dal protocollo; se risulta sintomatica, con infezione respiratoria acuta, febbre e tosse, va effettuato un monitoraggio di 14 giorni. Solo in caso di sospetta infezione da Coronavirus 19 si attiva la procedura con il trasporto in sicurezza tramite 118, l'osservazione in isolamento in pronto soccorso e il successivo trasferimento in ospedale. Qualora il paziente versi in una fase critica le opzioni sono due: ricovero in terapia intensiva, con ventilazione meccanica assistita, o isolamento del reparto di malattie infettive.
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