Veronica, la baby assessore capace di ribaltare le giunte

21 Luglio 2017

Ormai è un caso politico la figlia di Gianni Teodoro, mandata via dall’esecutivo a ottobre scorso e adesso in procinto di essere riaccolta dal sindaco

PESCARA. «Ho ereditato la passione per la politica da mio padre. È stato lui, assieme al resto della lista, a propormi come assessore per portare avanti il cambiamento». Così parlava Veronica Teodoro, a 19 anni, il 26 giugno 2014, all’indomani del suo ingresso nella giunta Alessandrini, assessore più giovane d’Italia in un Comune al di sopra dei 100mila abitanti.
Applausi e giubilo. Salvo poi essere mandata a casa dopo un rimpasto di giunta, neanche due anni dopo, nell’ottobre 2016, insieme agli ex assessori Sandra Santavenere e Adelchi Sulpizio. Al loro posto sono entrati Stefano Civitarese, Antonella Allegrino e Loredana Scotolati.
Figlia di Gianni e nipote di Piernicola, componenti della famiglia di politici pescaresi che da anni sono ago della bilancia delle varie amministrazioni grazie a un elettorale fedele a ogni loro spostamento, sia a destra sia a sinistra.
A meno di un anno dalla estromissione dalla giunta, la giovane Teodoro, studentessa di Giurisprudenza e attivista della Croce Rossa, continua ad essere lei l’ago della bilancia. E a tenere in scacco la giunta del sindaco Alessandrini che, secondo voci non confermate neppure dallo stesso primo cittadino, vorrebbe riprenderla in squadra. Con l’obiettivo, probabilmente, di ottenere un po’ di pace bloccando la montagna di emendamenti prodotta dal gruppo consiliare dei Teodoro che ha sempre mal digerito l’esilio forzato di Veronica. La quale preferisce rimanere dietro le quinte, ascoltare in silenzio i consigli di papà e zio e continuare a studiare (ieri era impegnata con un esame universitario) in attesa di tempi migliori.
Alessandrini, da par suo, preferisce non rilasciare dichiarazioni sulla questione, limitandosi a rispondere con una metafora calcistica.
E cioè: «È in corso il toto-nomi sulla formazione che scenderà in campo e, a quanti si affannano in questo esercizio, il sindaco risponde che si preoccupa della partita più importante che riguarda la città. Quella tra il sacro e il profano, dalla risoluzione dei problemi degli sfollati di via Lago di Borgiano alle manifestazioni estive». E conclude, il sindaco («anzi», scherza, «d’ora in avanti chiamatemi mister Trapattoni»): «Sicuramente sarete aggiornati sugli sviluppi».
Sviluppi nuovi che allargherebbero il campo delle ipotesi, e questo nonostante qualche tempo fa il sindaco abbia detto a proposito di un rientro in giunta della Teodoro, «non faccio entrare dalla finestra chi è uscito dalla porta».
Con ogni probabilità, infatti, Veronica Teodoro ha buone probabilità di tornare dentro la giunta cittadina e passando direttamente per l’uscio. Alessandrini non si sbilancia, ma appare molto sicuro: «Presto gli sviluppi e sarete aggiornati», ripete. Su Veronica ci sta ripensando, forse. Ma per ora il sindaco non fa cadere dalla torre l’assessore Pd al Bilancio Giuliano Diodati, alle spalle «una lunga esperienza politica e amministrativa». Lo stesso Diodati che con molta cautela e toni diplomatici, prova a spiegare: «È giusto che una forza politica che abbia contribuito all’elezione del sindaco abbia un riconoscimento». E poi però: «Ci sono maniere e maniere per ottenere un riconoscimento».
E alle voci secondo cui il posto di Diodati in giunta sia stato salvato da Vittoria D’Incecco e Donato Di Matteo, pezzi forti del Pd in Parlamento e in Regione, l’assessore replica: «Mi spiace che si pensi che io sia salvo grazie a persone che stimo. Ma credo di aver dato tutto alla città in termini di esperienza e di qualità del mio lavoro e spero che il sindaco Alessandrini voglia spendere una parola a mio favore. Gli equilibri politici spesso sono instabili e per tale ragione viene sacrificata la qualità delle persone».
A chi si riferisce? «Santavenere e Sulpizio hanno svolto il loro lavoro in maniera egregia», risponde secco Giuliano Diodati.
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