Vertenza Conad, i sindacati: «Serve un piano di investimenti»

3 Marzo 2020

Cgil, Cisl e Uil contro il programma di licenziamenti negli iper di Città Sant’Angelo, Ortona e Colonnella Per il punto di Pescara Nord si tratta l’affidamento in gestione a una società di ex dipendenti Auchan

PESCARA. Prima di pensare a licenziamenti, ridimensionamenti o uso di ammortizzatori sociali, il gruppo Conad deve dimostrare di avere un piano serio per mantenere adeguati livelli occupazionali in Abruzzo, dove agisce in una posizione di quasi monopolio: è questa in sintesi la posizione dei sindacati sui 135 licenziamenti ipotizzati dalla Hera srl, società proprietaria degli iper di Città Sant’Angelo (65 esuberi previsti), Ortona (30) e Colonnella (40). Del caso Conad hanno parlato ieri pomeriggio, in una conferenza stampa convocata nella sede pescarese della Cisl, Davide Frigelli dalla Fisascat Cisl, Lucio Cipollini della Filcams Cgil e Mario Miccoli della Uil Tucs.
Ma i rappresentanti dei lavoratori vanno oltre: «Vogliamo indirizzare questa vertenza», afferma Miccoli, «su una strada di respiro regionale e nazionale, che affronti la questione della grande distribuzione a 360 gradi». In questo quadro, come spiega Frigelli, devono rientrare «iniziative per regolamentare i processi della grande distribuzione: eventuali esuberi devono diventare innanzitutto un contenitore al quale attingere quando ci sono nuove assunzioni. Non è concepibile che una grande struttura licenzi un certo numero di persone, magari con 15-20 di lavoro alle spalle, e di fianco ne apra una che assume precari. Con la Regione vogliamo iniziare anche un ragionamento generale sulla grande distribuzione».
Intanto ci sono le prossime iniziative a tutela dei 135 lavoratori di Città Sant’Angelo, Ortona e Colonnella che rischiano di restare senza lavoro. I sindacati hanno chiesto un incontro alla Hera, e nel frattempo ci saranno le assemblee con i lavoratori. «Siamo pronti a discutere di ammortizzatori sociali perché ci stanno a cuore i livelli occupazionali», aggiunge Miccoli, «ma non accettiamo la strada degli ammortizzatori per finire come Città Sant’Angelo». Una struttura, quella angolana, che come ricorda Cipollini «è già uscita da un periodo di crisi con i contratti di solidarietà, che i lavoratori hanno pagato sulla propria pelle. Conad, che in Abruzzo agisce in una posizione di quasi monopolio, chiarisca cosa vuole fare nella regione. Serve una regia istituzionale che richiami il gruppo al senso di responsabilità», sottolinea l’esponente della Filcams Cgil, «la situazione è pesante e preoccupante: la procedura dei licenziamenti appare prematura: esiste un piano per investimenti e innovazione per uscire dalla crisi? C’è la capacità di fare impresa? Se non si investe, si può solo andare peggio. Sono bravi a creare slogan tipo “Persone oltre le cose”, ma in questo caso», conclude Cipollini, «sembra che l’orientamento di Conad sia quello di “Trattare le persone come cose”».
«Vogliono ridurre la aree? Smembrare? C’è un nuovo modello di sviluppo col passaggio da iper a supermercato?», chiede Miccoli, «se non c’è un piano serio a lunga scadenza, si rasenta l’utilizzo fraudolento delle risorse pubbliche». Va inoltre fatta chiarezza sul caso specifico dell’iper di Città Sant’Angelo: «Pare debba andare in gestione», rivela Frigelli, «a società dello stesso gruppo creata da ex dipendenti Auchan.
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