Verì: 100 medici e infermieri per l’Abruzzo

8 Marzo 2020

La richiesta al Governo dell’assessore alla Sanità per i reparti Infettivi come quello di Teramo che vi raccontiamo oggi

TERAMO. La richiesta immediata di 100 operatori sanitari per l'Abruzzo, suddivisi in 30 medici e 70 infermieri. È quella avanzata dall'assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, al Governo, dopo che il decreto di venerdì sera ha previsto 20mila operatori in più, su tutto il territorio nazionale, per gestire l'emergenza coronavirus. Perché il punto cruciale della delicata situazione in cui si trova il Paese sono proprio gli ospedali e, in particolare, le terapie intensive, dove vengono ricoverati i pazienti più critici affetti da Covid-19. Settanta i posti disponibili in Abruzzo, che dovrebbero aumentare a breve in basi alle disposizioni governative. Se ad occuparsi della gestione dell'emergenza Coronavirus c'è una filiera sanitaria piuttosto articolata - dai medici di base ai servizi 118, dai pronto soccorso agli esperti di pneumologia - il reparto di riferimento per la gestione delle persone contagiate è quello delle Malattie infettive. Medici, infermieri e operatori che, anche in Abruzzo, da giorni lavorano in trincea, in silenzio, instancabilmente, per assistere i pazienti e per essere pronti nel caso in cui le proporzioni dell'emergenza dovessero ingrandirsi. Ne è un esempio l'Unità operativa semplice dipartimentale (Uosd) di Malattie infettive dell'ospedale Mazzini di Teramo. Qui è ricoverato con la sua famiglia il primo paziente risultato positivo in Abruzzo: il 50enne della Brianza che era in vacanza a Roseto degli Abruzzi. Nei giorni seguenti sono stati ricoverati anche la moglie e i due figli piccoli, positivi al virus. Ambienti asettici, personale con addosso evidenti dispositivi di protezione, come tute e maschere, via vai nei corridoi a dimostrare il grande lavoro di questi giorni. Appare così, nel pieno del periodo dell'emergenza coronavirus, il reparto teramano.
Dieci posti letto a pressione negativa (sistema che impedisce all'aria dei locali di uscire) che possono aumentare fino a 12 se richiesto dalla Rianimazione. Una stanza dedicata al triage dei pazienti con sospetto Covid-19, dove giungono attraverso un percorso esterno dedicato e diverso dall’entrata principale. All’interno della stanza di triage è già possibile eseguire una radiografia del torace per individuare, prontamente e senza necessità di ulteriori spostamenti, una eventuale polmonite per poi procedere come da protocolli nazionali e regionali. Richiesta, inoltre, l'attivazione di un servizio di tamponi a domicilio, per snellire le procedure.
«Il nostro reparto», afferma il responsabile dell'Unità operativa, Pierluigi Tarquini, «sta rispondendo benissimo alle sollecitazioni di questa situazione di emergenza. Tutto il personale, che mi sento di ringraziare di vero cuore, si dimostra flessibile e capace di gestire un’organizzazione complessa e in continuo mutamento che li sta comunque sottoponendo a dei ritmi di lavoro incessanti». (l.d.)