Verì: effetto Green pass, 11mila pronti a vaccinarsi

L’assessore regionale alla Salute fa il punto sulla campagna di immunizzazione: nuova spinta dopo l’obbligatorietà del certificato verde. Stiamo riducendo i tempi
PESCARA. L’effetto Green pass raddoppia l’adesione al vaccino. Un incremento trasversale a tutte le fasce d’età. «Dal 22 luglio, giorno del decreto sul Green pass, ad oggi, in Abruzzo abbiamo avuto 11.378 prenotazioni al vaccino anti Covid», spiega Nicoletta Verì, assessore regionale alla Salute. Significa che in vista dell’entrata in vigore dell’estensione del certificato verde, che si ottiene dopo aver effettuato almeno la prima dose di vaccino, o con la guarigione dal Covid-19 (validità sei mesi) oppure con un tampone negativo (validità 48 ore), che dal 6 agosto sarà obbligatorio per piscine palestre, spettacoli, eventi, matrimoni, fiere e anche per consumare seduti in bar e ristoranti al chiuso, in Abruzzo è partita la corsa al vaccino, con quasi 3mila prenotazioni al giorno.
Dal punto sulla campagna di immunizzazione all’analisi dell’andamento pandemico in Abruzzo, fino alla riorganizzazione della rete ospedaliera con l’aumento di posti letto: questi i temi affrontati dall’assessore Verì nell’intervista rilasciata al Centro.
Assessore Verì, a che punto siamo con le vaccinazioni?
«La campagna vaccinale procede e, come emerge dal report sui vaccini, l’Abruzzo si attesta al 96,4%, ben oltre la media nazionale del 95%. Siamo al secondo posto per numero di dosi somministrate rispetto a quelle consegnate. Ad oggi, su una platea di 1.285.256 cittadini, ne sono stati vaccinati 840.856 con una dose (65,43%) e 444.400 con entrambe le dosi (34,57%). La campagna vaccinale, con tutte le iniziative intraprese, vedrà l’Abruzzo raggiungere l’obiettivo dell’80% di popolazione vaccinata con una dose il 26 agosto. Tutte le forze sono scese in campo: si vaccina negli hub delle Asl, con i medici di medicina generale che hanno effettuato 47.942 vaccinazioni, nelle farmacie che hanno effettuato 1.961 vaccinazioni e nelle aziende.
Che effetto ha avuto l’estensione del Green pass sugli abruzzesi?
«Dal 22 luglio abbiamo avuto 11.378 prenotazioni. In particolare, 3.016 nella Asl di Teramo, 2.744 nella Asl dell’Aquila, 2.667 nella Asl di Pescara e 2.951 nella Asl di Chieti. Un numero importante se si considera che prima del 22 luglio le prenotazioni erano praticamente ferme».
Quali indicazioni avete dato alle Asl in questa fase?
«Stiamo monitorando costantemente l’andamento della pandemia, anche attraverso incontri cadenzati con le aziende sanitarie. In particolare l’attività è volta a monitorare il totale dei casi attivi, distinti fra isolati a domicilio ed eventuali ricoverati nelle diverse strutture ospedaliere per categoria e per Comune di pertinenza. Ulteriori iniziative sono volte ad individuare il numero e la ubicazione delle catene di trasmissione adeguatamente tracciate, con il resoconto dettagliato delle misure attuate dalle aziende per l’isolamento dei casi positivi e l’identificazione di tutti i contatti stretti e non, con particolare riguardo per i Comuni dove si è andata concentrando la importante recrudescenza di casi registrati nell’ultima decade del mese. Inoltre, al fine di verificare la necessaria applicazione di tutte le misure di cui alla circolare ministeriale del 21 maggio scorso, monitoriamo costantemente il tasso di positività globale dei tamponi (molecolari e/o antigenici) eseguiti sul territorio».
Parliamo della riorganizzazione della rete ospedaliera approvata la scorsa settimana in giunta. Quali sono gli interventi previsti per migliorare il sistema?
«La programmazione regionale prevede una reingegnerizzazione della rete ospedaliera, al fine di aggiungere funzionalità cercando di conciliare le esigenze delle parti e le esigenze organizzative. L’impianto della rete si fonda su un principio di potenziamento dell’offerta ospedaliera con un aumento della dotazione di posti letto, allineando la dotazione dei posti letto agli standard nazionali. Nello specifico il potenziamento ha riguardato i posti letto per i post-acuti (riabilitazione e lungodegenza), al fine di far fronte alla crescente domanda di assistenza anche a seguito della pandemia. La rete regionale rappresenta un modello organizzativo che assicura la presa in carico del paziente».

