Verì rassicura: «Zona gialla lontana»

L’assessore regionale alla Sanità: «Monitoriamo l’aumento dei casi, ma il sistema regge»
PESCARA. «Ad oggi l’Abruzzo non corre il rischio di passare in zona gialla». L’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì rassicura sull’andamento della pandemia, in Abruzzo, nonostante l’aumento di contagi che si sta registrando in queste ultime settimane.
«Da un paio di settimane nella nostra regione, come nel resto d’Italia, stiamo assistendo ad un aumento costante di nuovi positivi», sottolinea l’assessore Verì, «un fenomeno che stiamo monitorando con attenzione, ma che attualmente, grazie alla campagna di vaccinazione, non ha avuto ripercussioni sul tasso di occupazione dei posti letto ospedalieri, ancora molto lontano dalle soglie d’allarme fissate dal Ministero della Salute». Per il passaggio in zona gialla, infatti, c’è bisogno che i posti letto in terapia intensiva siano occupati per il 10 per cento, quelli in area medica per il 15 per cento e, inoltre, deve esserci un’incidenza superiore ai 50 casi positivi ogni 100mila abitanti.
«Il nostro sistema sanitario regionale ha dimostrato nell’ultimo anno e mezzo di essere in grado di reggere l’onda d’urto della pandemia», prosegue Verì, «anche nei periodi più critici, nessun paziente è rimasto senza un posto letto e siamo riusciti a fornire assistenza a quasi 84mila nostri concittadini colpiti dal Covid. Fin dai primi giorni dell’emergenza siamo riusciti ad allestire una rete modulabile in tutti i presidi, che poteva essere ampliata o ridotta a seconda delle esigenze. Quel modello, implementato grazie anche agli investimenti del piano di emergenza nazionale che ci hanno permesso di potenziare ovunque le strutture e le dotazioni tecnologiche, ci consentiranno di affrontare con serenità un’eventuale quarta ondata, che comunque non dovrebbe avere l’impatto delle precedenti».
L’Abruzzo, come il resto del Paese, è in attesa del via libera per cominciare la somministrazione della terza dose di vaccino anti Covid anche ai cinquantenni: «Attendiamo le indicazioni nazionali, alle quali ci siamo sempre attenuti. Nel frattempo, però, abbiamo già tenuto degli incontri con le Asl per stabilire le modalità operative da seguire. Ricordiamo che comunque le prime dosi di vaccino ai 50enni sono state somministrate lo scorso maggio, per cui dal completamento del ciclo vaccinale (avvenuto tra un mese e mezzo e 3 mesi dopo) non è ancora trascorso il periodo necessario a poter prenotare la terza dose».
E gli under 12? Gli esperti premono per immunizzare anche loro, come sottolinea il primario Alberto Albani nell’articolo della pagina seguente: «Vale lo stesso discorso», conclude Verì, «appena arriverà il via libera dagli organismi nazionali, saremo pronti ad adeguarci. Da parte nostra continueremo a sensibilizzare la popolazione sull’importanza della vaccinazione e sul rispetto delle misure di sicurezza sanitaria tuttora in vigore, che finora ci hanno consentito di riprendere una vita quotidiana tutto sommato abbastanza normale». (d.b.)

