Vestina Gas, fumata nera Default sempre più vicino

Penne, non ci sono offerte nella trattativa privata aperta con trenta società per il 12% delle quote azionarie. Il Comune deve vendere entro fine mese
PENNE. La prima trattativa privata per la cessione del 12% delle quote di Vestina Gas in possesso del Comune di Penne è stata un buco nell'acqua. Delle trenta aziende private invitate dal responsabile del settore amministrativo dell'ente pennese, Arturo Brindisi, nessuna ha manifestato il ben che minimo interesse. Nessuna offerta e risposta è stata recapitata giovedì scorso in municipio.
Eppure, il valore delle quote in vendita è stato fissato a un 1 milione e 58 mila euro, ben al di sotto della perizia firmata dal commercialista Toni Di Nino, che nei mesi scorsi aveva fatto una stima delle quote di Vestina Gas per conto del Comune. «All’inizio della prossima settimana, si procederà a un nuovo tentativo di trattativa privata, naturalmente al ribasso, dato che il valore di vendita non ha suscitato alcun interesse dal mercato. Di certo c'è che dobbiamo vendere entro il 31 dicembre». Insomma, il tempo è tiranno. Entro la fine del 2015, l'amministrazione civica dovrà reperire i denari utili al pagamento del debito maturato con la famiglia Cutilli (c'è stata una sentenza esecutiva) per l'esproprio dei terreni dove fu edificata la struttura sanitaria del Carmine: oltre 700mila euro per chiudere il bilancio ed evitare il default. Bancarotta che sicuramente non gioverebbe all'attuale in carica, né a quelle future, ma che con il passare dei giorni si avvicina sempre di più.
Attualmente, il Comune di Penne è socio maggioritario di Vestina Gas con il 57% delle quote; Loreto Aprutino detiene il 32% e Collecorvino l'11%. L’amministrazione di Penne e non sembra però affatto intenzionato a privarsi dell'intero pacchetto azionario, dato che la società partecipata produce importanti utili per l'ente ed è presente nella vita sociale e culturale come sponsor di iniziative rilevanti. Nonostante il revisore dei conti, Maurizio Bucci, abbia suggerito la cessione di tutte le quote come la soluzione più idonea per poter concretizzare la vendita, l'ente vestino continua a mettere sul mercato solo il 12% in modo da garantirsi in ogni caso il controllo sulla gestione societaria.
Sulla mancata vendita di Vestina Gas, oltre al fatto che la percentuale messa in trattativa dal Comune non è certamente delle più appetibili, pesa forse anche un'indagine avviata nei mesci scorsi dalla magistratura pescarese sulla società partecipata. L’inchiesta è affidata alla guardia di finanza di Popoli, ai Carabinieri e dalla polizia locale di Penne.
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