Vestina gas, via libera alla vendita ma il consiglio comunale si divide

1 Giugno 2018

Penne, la maggioranza approva la delibera con cui si autorizza la cessione del 45 per cento Lasciano la seduta i consiglieri di “Penne Vale”, Movimento 5 Stelle e Camplese (Per Penne)

PENNE. Il Comune di Penne fa un deciso passo verso la vendita definitiva di Vestina Gas. Nell’ultimo consiglio comunale la maggioranza di Penne Viva ha approvato la delibera con la quale si è autorizzata la vendita del 45 per cento di partecipazione posseduta dal Comune di Penne nella società Vestina Gas Srl al prezzo e alle condizioni offerte della società A.I.M. Energy srl. La società vicentina, interessata al pacchetto delle quote pennesi (45%) più all’11 per cento in possesso del Comune di Collecorvino, ha stimato un “enterprice value”, il valore complessivo di Vestina Gas di 6 milioni 250 mila euro, determinato in 500 euro per ogni cliente attivo alla data di trasferimento, più un premio di maggioranza di 382 mila 500 euro, determinato in 60 euro per ogni cliente attivo alla data di trasferimento.
L’enterprice value (EV) e la posizione finanziaria netta saranno accertati dalle parti in contraddittorio entro 45 giorni dalla data di trasferimento delle partecipazioni. La società vicentina si è impegnata al pagamento di un milione di euro alla data di trasferimento e al saldo della differenza tra il 65 per cento del prezzo base, e quanto pagato alla data di trasferimento entro 5 giorni lavorativi dall’accertamento definitivo del prezzo base. Nelle casse del Comune di Penne andranno poco più di 3 milioni di euro, e circa 700 mila euro al Comune di Collecorvino. La votazione in consiglio comunale ha fatto discutere. I gruppi d’opposizione di “Penne Vale” e dei Cinque stelle, più il capogruppo di maggioranza di “Per Penne”, Emidio Camplese, hanno deciso di alzarsi e di non votare la delibera. «Abbiamo chiesto una serie di documenti (le condizioni di vendita)», spiega il capogruppo di “Penne Vale”, Ennio Napoletano, «ma l’amministrazione ci ha negato questi atti fondamentali. Atti in possesso solo di alcuni consiglieri di maggioranza, non tutti. Abbiamo chiesto invano che la delibera fosse ritirata e ridiscussa. Su mia proposta abbiamo perciò abbandonato l’aula in segno di protesta. Se non ci sarà un atteggiamento più costruttivo da parte della maggioranza la nostra azione non si fermerà qui».
«Votare favorevolmente la delibera senza questo atto fondamentale sarebbe stato come dare un voto al buio, in maniera anche non legittima», sostiene Camplese. «Si tratta di un’operazione di vendita imposta dalla legge Madia e svolta secondo le procedure dell’ordinamento italiano», chiarisce il sindaco Mario Semproni. «La vendita consentirà di ricavare proventi per ridurre l'indebitamento, prodotto da chi ci ha preceduto, e per interventi mirati alla riqualificazione della città. Non abbiamo negato atti ai consiglieri comunali, come falsamente detto, bensì abbiamo differito la consegna dell’offerta economica al termine della procedura di vendita secondo il codice degli appalti», conclude Semproni.