Via agli sgomberi nel palazzo dell’omicidio

18 Gennaio 2024

Depositi e sottotetti trasformati in alloggi, scatta l’ordinanza: «Gravissime condizioni igieniche»

PESCARA. Via agli sgomberi nella palazzina di via Gran Sasso 17, la stessa che il 4 gennaio scorso è stata teatro dell’omicidio del bengalese Afjal Hossan Kokhan, ucciso a coltellate all’età di 44 anni, durante una lite condominiale provocata dai rifiuti lasciati fuori posto. Mentre l’inchiesta va avanti – in arresto è finito un marocchino di 63 anni, Brahim Dahbi – il Comune interviene contro il degrado dello stabile, abitato soprattutto da stranieri. L’ordinanza del sindaco Carlo Masci parla di «gravissime condizioni igieniche attualmente presenti» con depositi trasformati in alloggi.
La palazzina era stata al centro di un sopralluogo del Comune e della Asl già nel corso del 2023: di lì era scattata una prima ordinanza in quanto diversi locali erano risultati «privi dei requisiti di abitabilità». L’ordinanza era rimasta però inottemperata e, ora, ne è stata adottata un’altra: il sindaco ha dichiarato «inabitabili» alcuni locali dell’edificio e, pertanto, andranno sgomberati nei prossimi giorni per l’esecuzione dei lavori.
I locali interessati sono quelli del terzo piano (sottotetto), del lato destro del piano terra e del piano rialzato (vano accatastato come deposito ma attualmente abitato): in base a quanto accertato, sono «privi dei requisiti minimi di abitabilità e sono tali da creare disagio abitativo», si legge nell'ordinanza. In questi spazi, prosegue il provvedimento, sono state ravvisate «gravi carenze relative all’uso improprio di spazi, assenza di aperture finestrate con mancato rispetto dei rapporti aeroilluminanti, metrature ed altezze insufficienti e, pertanto, sono da considerarsi non utilizzabili per civili abitazioni».
Questi locali dovranno essere sgomberati entro 5 giorni dalla notifica dell’ordinanza. «Non è ammissibile», dice Masci, «vivere in condizioni igienico sanitarie precarie che sono sinonimo di degrado, per gli inquilini, e che possono provocare anche problemi di salute».