Via ai cambi di partito in Comune Il vicesindaco verso FdI, è scontro

14 Gennaio 2023

Santilli pronto ad abbandonare la Lega, anche Di Pino potrebbe lasciare il Carroccio per Meloni Vertice con Marsilio e Sigismondi per pianificare i passaggi. Ma nel centrodestra tira aria di rottura

PESCARA. Potrebbe cambiare presto la mappa della politica in Comune: quando mancano meno di due anni alle elezioni comunali e regionali, nel centrodestra si aprono le manovre. E il primo passaggio di casacche potrebbe riguardare i vertici dell’amministrazione Masci: il vicesindaco Gianni Santilli, 909 preferenze alle comunali di quasi 4 anni fa, potrebbe lasciare la Lega e passare a Fratelli d’Italia. E Santilli potrebbe non essere l’unico a salutare la Lega e ad accasarsi con FdI: anche il consigliere comunale Salvatore Di Pino (533 voti nel 2019) sarebbe in procinto di cambiare casacca.
LE MOSSE DI FDI Fratelli d’Italia – dopo il record di voti alle elezioni politiche del 25 settembre scorso (in città 24,9% alla Camera e 22,7% al Senato a fronte di una media regionale del 27,89% e 27,25%) con l’elezione del deputato Guerino Testa – mira a consolidare la propria presenza a Pescara e ha avviato la campagna acquisti: un’operazione che ha lo sguardo puntato alle candidature per le prossime elezioni. Adesso, il partito di Giorgia Meloni, conta su tre consiglieri, Zaira Zamparelli, Cristian Orta e Mauro Renzetti, e un assessore, Alfredo Cremonese. Troppo poco per un partito che vorrebbe recitare un ruolo da protagonista anche nella scelta del candidato sindaco nel 2024.
LITE INTESTINA Nel centrodestra, tira aria di rottura tra Lega e FdI: dei tre consiglieri di FdI, soltanto Zamparelli è stata eletta con il partito della Meloni: Orta (425 voti) è arrivato nei mesi scorsi uscendo dalla Lega tra le polemiche e Renzetti, primo dei non eletti proprio con la Lega (409 voti), è entrato in consiglio di recente dopo la nomina ad assessore della leghista Maria Rita Carota e ha abbracciato subito FdI. In un pugno di mesi, la Lega è passata da 9 consiglieri, compreso il presidente del consiglio Marcello Antonelli, a 7 e adesso potrebbe ritrovarsi addirittura a 6: se accadesse, la Lega – già reduce dal crollo delle elezioni politiche anche a Pescara con il 7,01% alla Camera e il 9,13 del Senato (media abruzzese: 8,05% e 8,28) – perderebbe lo scettro di gruppo più numeroso in aula e finirebbe a pari merito con Forza Italia, il gruppo del sindaco Carlo Masci; FdI invece salirebbe a quota 4 con l’ingresso di Di Pino (presidente della commissione Finanze) con due posizioni rilevanti in giunta, cioè la seconda carica del Comune, Santilli che detiene le deleghe al Verde e alla Pubblica istruzione, e Cremonese. La forza dei numeri spiega perché, nell’ultimo periodo, il clima è stato teso tra Lega e FdI con attacchi velati durante le riunioni di maggioranza tra Antonelli e Santilli.
VERTICE IN REGIONE Per mettere a punto l’operazione cambio di casacca, ieri sono stati a Pescara sia il presidente della Regione Marco Marsilio che il senatore e coordinatore regionale di FdI Etel Sigismondi. In serata, nella sede regionale di piazza Unione, è andato in scena un vertice riservato a pochi intimi.
SILENZIO FORZA ITALIA Intanto, Forza Italia – in città alle politiche ha superato la media nazionale con il 9,96% alla Camera e l’11,66% al Senato (media regionale 11,10% e 12,13%) – resta alla finestra e aspetta, tenendo presente un proverbio: tra i due litiganti il terzo gode.