Via ai lavori, ma il cemento crolla

La d’Annunzio è un cantiere dopo i cedimenti dell’anno scorso
PESCARA. Sono in corso all’interno dell’università d’Annunzio i lavori anti crollo: il 24 aprile 2015, l’intonaco e un pezzo di mattone piovvero addosso a una docente di tedesco all’interno di un’aula al secondo piano della facoltà, ferendola e costringendola alle cure in ospedale. Il successivo 5 maggio, un altro distacco dal controsoffitto interessò un pannello in una stanza di Architettura. Crolli preannunciati da un altro episodio accaduto nel 2013. Dopo la paura dell’anno scorso, gli interventi di manutenzione sono partiti anche se gli intonaci sembrano sempre a rischio: all’esterno, al primo piano, abbiamo raccolto un pezzo di cemento caduto dalle scale. Nel dipartimento di Lingue – gli uffici sono stati trasferiti in un appartamento preso in affitto in viale Pindaro – si lavora per ripristinare i muri pericolanti: i lavori dovrebbero finire entro un paio di mesi. Nel frattempo, gli arredi del dipartimento sono finiti accatastati nel parcheggio del seminterrato: mobili e documenti sono stati messi in una zona a rischio incendi in cui, dice un cartello, è vietato «in modo assoluto depositare merci e attrezzature».
Il seminterrato è sempre lo stesso: sui pilastri ci sono le stesse crepe del passato. Nelle fessure larghe anche più di 5 centimetri, ci sono ancora i vetrini per misurare l’ampiezza dei distacchi: è così dall’inaugurazione della sede, 25 anni fa. I vetrini sono intatti segno che, per adesso, l’edificio si è assestato dopo un movimento iniziale.
Palazzo Micara, simbolo dell’architettura contemporanea, mostra i segni di un errore di progettazione: dopo i vetri in frantumi per l’escursione termica, quasi delle esplosioni sulle teste degli studenti, sono state tolte tutte le lastre montate sui maxi sostegni in legno. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

