Via ai sostegni a chi assiste i poveri
La Regione stanzia 150mila euro per Banco Alimentare, Caritas e altri 15 enti
Fondi per sostegno alimentare: sono 17 i soggetti beneficiari operanti nel terzo settore che risultano destinatari di contributi per promuovere iniziative per il sostengo alimentare delle persone di stato di povertà. Lo comunica l'assessore regionale alle Politiche sociali, Pietro Quaresimale, dopo che gli uffici hanno perfezionato la procedura di bando pubblico, pubblicato ad inizio del mese di marzo, che ha messo a disposizione degli enti e associazioni del Terzo Settore 150 mila euro.
«Nel giro di venti giorni dalla scadenza di presentazione delle domande» sottolinea Quaresimale «abbiamo erogato contributi ad associazioni e enti che sono in prima fila sul territorio a fronteggiare l'emergenza sociale. I contributi si riferiscono a iniziative che andranno a svolgersi nel corso del 2021, ma l'importante è aver dato risposte immediate e veloci a soggetti che operano nel sociale del Terzo Settore in un momento particolarmente difficile come questo».
A seconda della tipologia di intervento, i contributi sono stati così assegnati: 75 mila euro al Banco Alimentare, che da anni si occupa di raccolta di generi alimentari da aziende del settore e distribuzione in modo continuativo e gratuito; 22.500 a tre enti che gestiscono mense riservate a persone che si trovano in stato di povertà estrema o senza fissa dimora; 22.500 a due Caritas diocesane che gestiscono mense per le persone in stato di povertà o senza fissa dimora; infine 30mila euro in favore di 10 enti del Terzo settore che operano con modalità diverse sul fronte della povertà e dello stato di bisogno dei singoli o delle famiglie. Recentemente un'altra iniziativa ha visto protagonista l'assessorato regionale alle Politiche sociali: la terza sperimentazione del programma Care Leavers, progetto che prevede interventi per coloro che, al compimento della maggiore età, vivono fuori dalla famiglia di origine a seguito di un provvedimento dell'autorità giudiziaria. Gli enti capofila degli ambiti distrettuali possono presentare domanda per ottenere finanziamenti a progetti in grado di accompagnare il percorso del neo maggiorenne verso una piena autonomia. Per essere inseriti nella sperimentazione, i giovani devono ottenere dal servizio sociale competente la certificazione dell'uscita dalla comunità residenziale o dalla famiglia affidataria e il via libera alla realizzazione di un progetto individualizzato per l'autonomia quale percorso di accompagnamento fino al ventunesimo anno di età. I dispositivi specifici del progetto sperimentale (borsa per l’autonomia, tutor) integrano le risorse provenienti dal reddito di cittadinanza, dal programma garanzia giovani e dal diritto allo studio.

