Via al bonus ristorazione

Le domande per aiuti a fondo perduto vanno presentate entro il 21 novembre
PESCARA. Al via il contributo a fondo perduto aggiuntivo per bar e ristoranti che hanno già ottenuto il Bonus matrimoni di giugno: basta inviare una dichiarazione sugli aiuti di Stato ricevuti, da trasmettere per via telematica entro il 21 novembre 2022 attraverso il portale “Fatture e corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate.
Nel dettaglio, il contributo “maggiorazione bar/ristoranti” è riservata ai codici Ateco 56.10 (ristorazione, anche da asporto o connessa alle imprese agricole o ancora ambulante, gelaterie e pasticcerie), 56.21 (catering per eventi) o 56.30 (bar e altri esercizi simili senza cucina). L’ulteriore condizione richiesta adesso rispetto al precedente bonus è il rispetto del limite triennale di aiuti di Stato previsto dal regime de minimis.
Le regole sono contenute nel provvedimento attuativo dell’incentivo. Al documento sono allegati anche il modello di dichiarazione e le istruzioni di compilazione. Ma possiamo anticipare che i beneficiari dei ristori per le imprese sono gli operatori che nell’anno 2020 hanno subito una riduzione del fatturato non inferiore al 30% rispetto a quello del 2019. Per i soggetti costituiti nel 2019 il confronto si effettua sul fatturato tra il periodo di operatività di tale anno e lo stesso periodo del 2020. Ad istituire questo aiuto extra è stato il Decreto Recovery convertito in legge che ha previsto un fondo con una dotazione di 10 milioni di euro.
L’obiettivo è sostenerne la ripresa e la continuità in seguito soprattutto alle penalizzazioni subite dalle misure restrittive Covid. Il 70% delle risorse è concesso a tutte le imprese, il 20% in via aggiuntiva a quelle con ricavi oltre i 100mila euro e il restante 10% alle imprese con ricavi superiori a 300mila euro. L’Agenzia delle Entrate specifica che l’ammontare del contributo riconosciuto a ciascuna impresa è pari «alla somma minore tra l’importo determinato a seguito della ripartizione e l’importo residuo di aiuti ancora fruibili, determinato sulla base dell’ammontare degli aiuti di Stato in regime de minimis indicato dal soggetto nella dichiarazione».
Ma attenzione, non tutti gli operatori precedentemente inclusi nel vecchio bonus wedding possono richiedere la tranche aggiuntiva, ma solo quelli che non hanno superato la soglia di aiuti di Stato prevista dall’UE. Infatti queste imprese, per ottenere la maggiorazione, devono dimostrare con apposita dichiarazione all’Agenzia delle Entrate di rispettare: i limiti del “Quadro temporaneo europeo degli aiuti di Stato relativi all’emergenza da Covid-19”; e la soglia del limite triennale di aiuti di Stato previsto dal regime de minimis che si riferiscono agli aiuti di Stato di modesto importo che gli Stati membri dell’Unione non sono tenuti a notificare alla Commissione europea.
L’importo massimo è pari a 200.000 euro per ciascuna impresa, nell’arco di un periodo di tre anni. Ma se l’impresa ha superato il limite massimo triennale di aiuti, il contributo non potrà essere erogato. Inoltre, in caso di bonus aggiuntivo del valore superiore a 150.000 euro, è necessario presentare autocertificazione antimafia entro il 15 dicembre prossimo. (u.c.)

