Via Battisti, case in vendita per la movida rumorosa

Spuntano i cartelli in strada. I cittadini: «Ci sentiamo sotto sequestro»
PESCARA. “Vendesi appartamenti” in via Cesare Battisti, via Mazzini, via Poerio. I cartelli spuntano lungo le vie della movida, nel centro cittadino. Alle porte dell’estate, i residenti riprendono la battaglia anti-rumori tra via Battisti e piazza Muzii. Si dicono sfibrati dagli «schiamazzi, dagli odori invasivi che ci costringono a sigillare le finestre, dalla musica ad alto volume».
Si sentono «sequestrati in casa» e chiedono «rispetto del riposo notturno». E annunciano l’intenzione di mettere in vendita le abitazioni «perché non valgono più nulla»
Dall’agenzia immobiliare di via Chieti, Tecnocasa, il responsabile, Maurizio Giuliani, conferma: «Sì, abbiamo venduto due immobili di via Battisti». Prezzo di mercato? «Duemila euro al metro quadro». Stessi prezzi nelle vie circostanti? «Un po’ di meno in piazza Santa Caterina, un po’ di più in corso Umberto e via De Amicis».
Giovanni R. abita al primo piano di uno stabile che dà sulla piazzetta del mercato. Ha 4 figli adolescenti che «per studiare devono indossare le cuffie». E per dormire «dobbiamo infilare i tappi nelle orecchie. Quando spegniamo la tv, la musica a palla della strada ci entra in casa come fossimo ad un concerto allo stadio». Dai ristoranti dabbasso «salgono odori di arrosti di carne e pesce», rivela Giovanni, «sigilliamo le finestre, ma non serve a nulla. A ora di cena chiudiamo le finestre e accendiamo i condizionatori con un dispendio economico non indifferente. Se mia moglie dimentica di ritirare i panni stesi sul balcone, il giorno successivo li deve rimettere in lavatrice perché puzzano». I campanelli «squillano alle due di notte, ci svegliamo di soprassalto. Gli inquilini di uno stabile qui accanto sono stati costretti a rimettere il portone di casa sfasciato più volte dagli ubriachi che ci si appoggiano contro mentre sbevazzano. Hanno pure speso qualche centinaio di euro per posizionare un impianto di videosorveglianza».
«Chiacchiericci, strilli, rumori, fino alle 5 del mattino», aggiungono altri vicini di casa, «siamo arrivati al punto di invocare la pioggia nel fine settimana così riposiamo. Qui non si campa più, il delirio è assoluto. Stiamo pensando di mettere in vendita la casa. Non vogliamo passare per quelli che si lamentano sempre, ma non riusciamo a riposare. Comprendiamo il diritto della gente a divertirsi e le attività commerciali a lavorare, ma qui sta diventando un problema di salute mentale da preservare».
E se la movida all’alba si interrompe, per i cittadini di viale Battisti e piazza Muzii, non è ancora tempo di dormire. Perché il sonno «viene disturbato dai mezzi di Attiva che ritirano i rifiuti dai cassonetti con grande baccano». Su questo aspetto, tempo fa, è intervenuto Massimo Del Bianco, direttore generale dell’Industria del recupero di via Raiale, per spiegare che «facciamo il possibile per attutire i rumori dei mezzi meccanici, ma purtroppo non possiamo eliminarli del tutto. L’immondizia la dobbiamo raccogliere perché ai cittadini deve essere garantito il decoro e la pulizia». Come a dire, abbiate pazienza, non si può prelevare la spazzatura in silenzio. «E come se non bastasse», concludono i residenti di questa porzione di città sempre più assetata di divertimento notturno, «le strade vengono chiuse dal mercoledì alla domenica e pure le nostre vetture rimangono prigioniere».
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