Via Battisti in sordina: locali chiusi due ore prima

Vicina l’intesa tra esercenti e Comune: serrande giù alle 2 nel fine settimana Stop ai cicchetti a un euro e alla vendita di bevande nelle bottiglie di vetro
PESCARA. Sembra vicinissimo l’accordo tra i titolari dei locali di via Cesare Battisti e piazza Muzii con il Comune. L’intesa riguarda gli orari delle attività, per andare incontro alle esigenze di chi vive nella zona e non ne può più di trascorrere le notti in bianco, a causa del baccano che si crea in strada, all’esterno dei locali.
Gli esercenti della zona della movida, che si sono riuniti nel coordinamento chiamato “Cordialmente Battisti”, si sono autoregolamentati e hanno presentato delle proposte a Palazzo di città, dicendosi pronti a fare non solo uno ma più passi indietro. Gli impegni che assumono sono diversi: riduzione dell’orario di apertura e di somministrazione di alimenti e bevande, no alla vendita dei cicchetti a un euro, che spopolano tra i giovanissimi, no alla vendita di bevande nelle bottiglie di vetro.
Rispetto alle proposte del coordinamento, presentate nel corso di un incontro con l’assessore comunale Giacomo Cuzzi e con il consigliere Piero Giampietro, sono arrivate le controproposte di Palazzo di città, ma le posizioni sembrano davvero molto vicine e già nei prossimi giorni si potrebbe trovare un punto di incontro e all’arrivare all’emissione di una ordinanza che fissi le nuove regole. «La nostra idea», dice Matteo Pomponio parlando a nome dei trenta componenti del coordinamento, «è di chiudere all’1.30 dalla domenica al mercoledì e alle 2 da giovedì al sabato». «L’idea del Comune su questo punto», spiega Giampietro, «è solo leggermente diversa. Concordiamo sulle 2 per il fine settimana ma chiediamo di abbassare le serrande all’1 durante gli altri giorni, e stiamo ragionando anche sull’orario da imporre come limite per la somministrazione di alimenti e bevande, che potrebbe coincidere con quello di chiusura. Comunque è già un fatto epocale il percorso compiuto fino ad oggi», fanno notare sia Giampietro che Cuzzi, dopo le lamentele dei residenti e le pressioni per fissare regole diverse (adesso nel fine settimana si arriva alle 4, e durante la settimana alle 3). «Puntiamo a una ordinanza condivisa, accettata da tutti», aggiunge il consigliere, e ci si sta «già lavorando», annuncia Cuzzi. L’ideale, dice, è «un punto di equilibrio tra operatori e residenti, che hanno diritto a vivere serenamente. Non vogliamo spegnere il divertimento sano ma renderlo più accogliente».
«Noi siamo pronti a fare la nostra parte», commenta Pomponio, «anche assicurando collaborazione alle forze dell’ordine, ma chiediamo al Comune di mettere in azione i mezzi della società Attivia, che si occupa della pulizia, subito dopo la chiusura dei locali, per liberare strade e piazza, occupati dai giovani. Chiediamo anche la presenza della polizia municipale, per controllare che tutto fili liscio. Poi, c’è bisogno di illuminare gli spazi bui, per scoraggiare chi usa male quei luoghi. Insomma, abbiamo capito che tutelare quella zona vuol dire tutelare le nostre attività, e rinunciamo a una parte degli incassi, ma serve che si vada in tandem con il Comune, che ci deve venire incontro».
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