Via Carducci dimenticata «Qui va sempre peggio»

Affitti troppo alti, sporcizia, clochard e sempre più negozi costretti a chiudere La rabbia di chi resiste: «Siamo da soli a lottare, il Comune continua a ignorarci»
PESCARA. Saracinesche abbassate per la gastronomia Pizza e Sfizio. Luci spente e spazi vuoti a Paul White di cui resta solo l’insegna. Rimossa quella nei locali a fianco che un tempo ospitavano la piadineria. Sulle vetrine del negozio di calzature si legge il cartello: “Nog’s si trasferisce al Città Sant'Angelo Village”. Un trasloco di appena 50 metri, in piazza della Rinascita 37, è stata la scelta di Chickster’s Vicolo. Sono sempre di più gli esercizi commerciali che hanno chiuso i battenti su via Carducci, la strada centralissima, alle spalle di piazza Salotto. Gli stoici che tengono duro e mandano avanti le loro attività, nel tratto compreso tra via Parini e piazza della Rinascita, si contano sulle dita di una mano.
Pulizia assente, scarsa illuminazione, presenza di clochard, oltre agli affitti altissimi. Queste le problematiche che quotidianamente vivono i commercianti di via Carducci. «Abbiamo aperto questo negozio 38 anni fa. Prima, per altri 23, siamo stati su viale Regina Margherita all'angolo con via Mazzini», ricorda Marco Di Muzio, della salumeria Di Muzio. «Via Carducci è sempre stata trattata come una strada di serie B. Ricordo che appena arrivati non c’era nemmeno l'illuminazione sotto il portico e ho faticato tantissimo per ottenerla. Le aiuole sono le stesse da 40 anni. Due anni fa, ad esempio, si era rotta la panchina di fronte al mio negozio, un appoggio molto utile per i clienti. Sono trascorsi mesi e mesi prima che la sostituissero. Venti, venticinque anni fa Pescara era un gioiello. Le persone venivano dai paesi vicini per fare acquisti in centro. Oggi si fermano nel “ciambellone” intorno, pieno di centri commerciali. Servirebbe un po’ più di cura, manutenzione e pulizia da parte del Comune, maggiore tolleranza dei vigili urbani che sono rigidissimi e multano anche i clienti che si fermano per pochi istanti. Mentre i proprietari dei locali dovrebbero abbassare gli affitti». Canoni troppo alti, che si aggirano tra i 2.000 e i 3.000 euro mensili, anche per Maria Di Cesare, titolare della “Vetrina Bijoux”, aperta da cinque anni. «Se i proprietari non decidono di abbassare gli affitti, difficilmente potranno aprire nuovi negozi. Via Carducci è sempre molto buia, soprattutto a causa di alberi che non vengono praticamente mai potati. Tra insegne spente e la strada sporca, chi mai si sentirebbe invogliato a fare una passeggiata? In cinque anni», aggiunge, «ho visto la ditta di pulizie del Comune una o due volte. Quotidianamente siamo noi commercianti a pulire, ciascuno il tratto antistante al proprio negozio e a prenderci cura delle aiuole corrispondenti». «Con sempre più negozi chiusi, viene meno anche la pulizia di tutta la strada, dal momento che ognuno provvede autonomamente negli spazi adiacenti», sottolineano Augusto Spilla e Antonio Trusiano, titolari del negozio di articoli sportivi Makai Surfshop. «Qui di fronte, all’angolo con via Parini, ogni giorno stazionano almeno otto clochard, che non solo dormono, ma fanno tutti i loro bisogni all’aperto. La strada non viene mai pulita, se non da noi commercianti. In otto anni che siamo qui avranno tagliato gli alberi al massimo due volte, così come la pulizia. Con la chiusura di tanti negozi prima presenti, questa strada ha subito un’involuzione incredibile. Gli affitti sono altissimi, rimasti inalterati rispetto a otto anni fa, con un flusso commerciale sempre minore. Il Comune ignora via Carducci e noi stiamo pensando seriamente di trasferirci altrove».
«È scoraggiante», dice Lia Casciero di Oh La-La boutique. «Ho ripreso l'attività cinque anni fa, ma il negozio è qui da 13. L'estate con la vicinanza alla riviera le cose vanno meglio, ma l’inverno siamo completamente isolati. C’è scarsissima illuminazione e alla pulizia dobbiamo provvedere da soli. Abbiamo provato a curare la aiuole mettendo fiori, piante e vasi per abbellire la strada, ma rubano tutto e così abbiamo desistito. E poi i vigili fanno davvero troppe multe».
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