Via Chieti, chiusi 10 negozi «Ci sentiamo abbandonati»

6 Ottobre 2017

I commercianti: «Servirebbe la sosta oraria, così non perderemo gli ultimi clienti»

PESCARA. Alle sei di sera è già deserta, e alle 11.30 di mattina si vedono in giro 3-4 persone. Non è un caso se in un anno, nella centralissima via Chieti, sono stati chiusi dieci negozi. Eppure, dicono i commercianti che ogni giorno continuano a tirare sule serrande, tra mille difficoltà, la strada è inserita nel famoso “quadrilatero” che il Comune considera come area di pregio. «Sarà...», commenta Angelo Bonsignore, titolare di Top Hat, storico negozio di cappelli,e presidente dell’associazione Agorà Abruzzo, «ma sta di fatto che qui ci sentiamo abbandonati. Tutte le manifestazioni che vengono organizzate vedono sempre protagonista piazza Salotto. In pratica, i pochi clienti che ancora girano per il centro di Pescara vengono dirottati tutti lì, in via Roma e relative adiacenze, col risultato che qui non viene più nessuno. Eppure, paghiamo esattamente le stesse tasse dei commercianti che lavorano a poche centinaia di metri da noi. Ci sentiamo davvero abbandonati».
Anche per le luminarie, lo scorso anno, i commercianti di via Chieti hanno dovuto combattere. «Innanzitutto», prosegue Angelo, «abbiamo dovuto pagarle di tasca nostra, perché quelle del Comune si sono fermate in corso Vittorio Emanuele. Non solo, ma ci hanno anche messo i bastoni fra le ruote, frapponendo una marea di carte, autorizzazioni, bolli. Eravamo pronti ad accenderle dal primo dicembre, ma a causa dei rallentamenti burocratici che abbiamo incontrato, l’accensione delle luci è slittata all’otto dicembre». Altra nota dolente è quella rappresentata dalla mancanza di parcheggi, che si traduce in un mare di contravvenzioni. «Sarebbe più giusto», prosegue il presidente di Agorà Abruzzo, «pensare alla sosta oraria, per dare ai clienti la possibilità di parcheggiare, fare acquisti e ripartire. Una proposta che abbiamo ribadito di recente, ma siamo ancora in attesa di una risposta. Nel frattempo continuano a fioccare le multe, i clienti vanno nei centri commerciali, e qui abbassiamo le saracinesche».
«Siamo in uno stato di totale abbandono», dicono Laura Bevilacqua e Carlo Del Grammastro, del punto vendita Buffetti. «Qui zero iniziative, e quando va bene gli eventi si fermano a via Venezia, o al primo tratto pedonale di Corso Vittorio Emanuele. Le tasse, però, le paghiamo come gli altri, solo che siamo anche costretti a pagare una persona che ci pulisce i marciapiedi e le aiuole. Questa parte della città sembra non interessare ad alcuno. Il malessere, comunque, non è avvertito solo qui in via Chieti, ma in tutto il tratto vi via Venezia, via Ravenna, via L’Aquila». Per non parlare della sicurezza. L’anno scorso», racconta ancora Bonsignore, «è stata sfondata la vetrina di un negozio con una sedia».
«Pescara una volta era una città commerciale», concludono Francesca e Valentina Di Girolamo, di “La Blu più”, «ora invece basta guardarsi attorno per capire cosa sta succedendo, con dieci locali sfitti solo in questa strada. Nella totale indifferenza dell’amministrazione comunale».
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