«Via del Circuito, competenza degli ingegneri»

5 Ottobre 2020

Intervento del presidente regionale Pasqualini. Ma gli architetti non sono d’accordo

PESCARA. «La competenza sulle opere di urbanizzazione in area urbana, e quindi su fognature, acquedotti, pubblica illuminazione e strade è degli ingegneri. Nelle aree strettamente condominiali possono intervenire anche gli architetti. Gli architetti sono, invece, competenti per il restauro di edifici vincolati dalla Soprintendenza». Marco Pasqualini, presidente della Federazione regionale degli ingegneri, interviene sulla questione sollevata dai cittadini sulla nuova strada di collegamento tra via Pian delle Mele e via Valle Roveto, voluta dal Comune (l'investimento è di 500mila euro) per ridurre il carico di traffico su via del Circuito.
Negli anni scorsi, la precedente amministrazione si è rivolta per la progettazione a un architetto e a un geometra e proprio su questo aspetto si fonda un esposto in Procura. Per i cittadini firmatari dell'esposto «un laureato in Architettura regolarmente iscritto all'albo degli architetti non può assolutamente redigere e firmare il progetto di una strada urbana pubblica di urbanizzazione primaria e spettano all'ingegnere il progetto, la condotta e la stima dei lavori relativi alle vie e mezzi di trasporto, di deflusso e di comunicazione, alle costruzioni di ogni specie». Ma l'Ordine degli architetti ha obiettato che non è così. E il presidente Angelo D'Alonzo ha sottolineato che «le opere di urbanizzazione primaria, come opere stradali, impianti fognari, pubblica illuminazione, verde e altro, se in ambito urbano, rientrano nell'ampia accezione di opere civili, e quindi tra le attività professionali che possono essere svolte anche da un architetto». Ma Pasqualini la pensa diversamente. «Ormai, da tempo gli ingegneri hanno una riserva sulle reti urbane», fa notare, «Questi principi sono fissati da anni, per cui la querelle che si è aperta appare infondata».
Flavia Buccilli