Via Di Vittorio ai privati, ora è polemica

31 Dicembre 2022

L’ex consigliere Di Stefano: no alla cessione della strada, è un danno per i residenti delle case popolari

MONTESILVANO. Presunta illegittimità e mancata tutela dell’interesse pubblico. Per questo l’ex consigliere comunale Gabriele Di Stefano chiede alla giunta De Martinis di tornare sui suoi passi e annullare l’atto. La vicenda è quella che vede protagoniste la cooperativa Vera e le case Ater di via Di Vittorio, contrapposte in un lungo contenzioso che va avanti ormai dalla fine degli anni ’80 e sul quale di recente l’amministrazione comunale ha preso dei provvedimenti che cambieranno la viabilità della zona. Un atto che, a detta dell’ex consigliere, privilegerebbe ancora una volta le palazzine private a discapito delle 27 famiglie che vivono negli alloggi popolari, che non potranno più contare sull’attuale strada di accesso alle loro abitazioni.
Finora, le famiglie delle case Ater hanno potuto evitare l’immissione su via Cavallotti, dove la strada è stata chiusa con dei paletti proprio perché giudicata, dalla precedente comandante della polizia municipale, troppo pericolosa e teatro di incidenti anche gravi. Ma ora la situazione sembra destinata a cambiare: in una recente delibera di giunta, l’esecutivo De Martinis ha deciso di adeguarsi a quanto stabilito dall’ultima sentenza del Consiglio di Stato, cedendo l’area relativa alla strada e al parcheggio alla cooperativa, che potrà recintarla e utilizzarla in maniera esclusiva, e mettendo in cantiere i lavori per riaprire lo sbocco su via Cavallotti da riservare alle palazzine Ater. Ed è proprio su questo che Di Stefano chiede al sindaco e alla sua giunta di fare marcia indietro: «Queste delibere di giunta sono delle varianti urbanistiche», sostiene l’ex consigliere, «che privatizzano quello che era a destinazione pubblica, modificando il diritto alla fruizione pubblica di aree e servizi. Esse sono illegittime perché, come tutte le varianti sostanziali, dovrebbero essere discusse e deliberate in consiglio comunale e non decise dalla giunta. Il sindaco», conclude l’ex consigliere, «annulli la delibera in autotutela e applichi la convenzione del 1987 senza creare pericoli e disagi alle famiglie». (a.l.)