Via i cassonetti dal mercato ittico, diffida ad Ambiente spa

La denuncia dell’associazione Pescara Brillante: «Gravi conseguenze igienico-sanitarie». Ecco tutti i dettagli
PESCARA. Stop allo smaltimento di scarti di pesce all’interno del mercato ittico. Le nuove disposizioni del Comune, in vigore da ieri, vanno contro il regolamento, secondo l’associazione dei commercianti “Pescara Brillante”, presieduta da Valerio Ciroli. Così l’avvocato Federica Liberatore ha inviato una diffida e formale messa in mora ad Ambiente spa e, per conoscenza, al Comune. Si chiede il ripristino dei cassonetti. Oggetto della contestazione l'improvvisa rimozione degli stessi e dei roll per il polistirolo dall'area interna al mercato ittico all'ingrosso di via Paolucci. Da ieri gli operatori devono trasportare autonomamente i rifiuti biologici e speciali nelle eco-piazzole cittadine.
La questione approderà anche nella commissione Controllo e garanzia, che tornerà a riunirsi domani a Palazzo di Città. Afferma Liberatore: «Siamo di fronte a un vero e proprio abuso di diritto da parte degli uffici comunali e della dirigenza mercatale. Il vigente regolamento comunale del mercato ittico stabilisce che il servizio di pulizia e lo smaltimento dei residui di origine animale sono servizi pubblici essenziali, integrati nella struttura e garantiti dall'amministrazione. Smantellare questo sistema con un semplice atto dirigenziale, senza alcuna delibera del consiglio comunale e ignorando la commissione Consultiva, è un atto illegittimo che configura l'interruzione di un pubblico servizio».
L’associazione denuncia le «gravi conseguenze igienico-sanitarie della misura: «Obbligare gli operatori a movimentare scarti biologici della pesca e imballaggi potenzialmente contaminati fuori dal perimetro protetto del mercato espone la città a rischi di sversamenti, odori e percolati, violando i principi elementari del Codice dell’Ambiente».
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