Comunicato Stampa: Presentata l’iniziativa “Specchi che proteggono”

6 Luglio 2026


(Arv) Venezia, 6 luglio 2026

Il consigliere regionale Laura Besio (Fratelli d’Italia) ha presentato oggi, a Venezia, nella sala stampa “Oriana Fallaci” di palazzo Ferro Fini, sede dell’assemblea legislativa veneta, l’iniziativa ‘Specchi che proteggono’, un progetto che valorizza la responsabilità sociale delle imprese nel settore benessere trasformandole in una rete di protezione e prevenzione sul territorio, con l’obiettivo di rafforzare la relazione con i centri antiviolenza e i servizi territoriali creando uno spazio di ascolto sicuro per tutta la cittadinanza.
“La Regione del Veneto, con la legge regionale n. 5 del 2013 - ha ricordato Besio - ha costruito un sistema di interventi volto non solo a sostenere le vittime, ma soprattutto a promuovere la prevenzione, la formazione degli operatori e il rafforzamento della rete dei centri antiviolenza e dei servizi territoriali. Poi, più recentemente, è stato istituito l'Osservatorio regionale sulla violenza contro le donne, uno strumento di monitoraggio, analisi e supporto alle politiche pubbliche che si fonda su una considerazione fondamentale: se si conosce meglio il fenomeno, è possibile essere anche più efficaci nel prevenirlo. Le leggi da sole non bastano, ma ci troviamo sulla buona strada quando acquisiamo consapevolezza che la differenza la fanno le persone ed è qui che entra in gioco la forza innovativa di questo progetto di CNA, un progetto che vive soprattutto nella comunità e nelle relazioni umane, pensando in particolare alla specificità costituita da Venezia, e lo affermo da veneziana e da consigliere regionale con delega speciale su Venezia. La nostra città, per conformazione, storia e natura, credo che forse più di altre sia costruita sulle relazioni di prossimità, sui rapporti di fiducia, sulla conoscenza reciproca. E quindi acconciatori, estetiste, operatori del settore della cura della persona non offrono solo un servizio, soprattutto a Venezia, ma entrano nella vita delle persone, le ascoltano, le accolgono, diventano dei confidenti, consapevoli o inconsapevoli. In questo caso noi lavoreremo proprio per la consapevolezza. Non chiediamo a tutte queste persone di diventare psicologi o assistenti sociali, ma auspichiamo di poterli formare attraverso l'opera di CNA, in modo che siano capaci di cogliere dei segnali di allarme, ma soprattutto che sappiano cosa fare dopo, per orientare verso i servizi presenti nella nostra città anche se alle volte non sono così conosciuti. Il ringraziamento va ai partner che hanno ideato questo approccio perché dimostrano come il mondo dell'impresa possa essere protagonista anche sul piano sociale, mettendo a disposizione non solo le professionalità, ma anche sensibilità e attenzione verso la comunità, e come istituzione abbiamo il dovere di favorire queste alleanze”.
“Costruire una comunità più attenta - ha sottolineato Roberto Strumendo, Presidente Metropolitano CNA Venezia - significa valorizzare quei luoghi di prossimità che ogni giorno entrano nella vita delle persone. I luoghi del benessere non sono soltanto spazi dedicati alla cura dell'aspetto esteriore, ma luoghi di relazione, ascolto e fiducia. Gli operatori non devono diventare specialisti o sostituirsi ai servizi competenti, ma renderli sempre più consapevoli del proprio ruolo, saper ascoltare, riconoscere un possibile segnale di fragilità e accompagnare le persone verso chi può offrire un aiuto concreto. La forza di questo progetto sta proprio nella rete: istituzioni, associazioni, servizi territoriali, imprese e comunità che lavorano insieme per trasformare l'attenzione verso l'altro in un valore condiviso. Su questo la CNA si è impegnata, si impegnerà e continuerà su questa linea”.
“Nel nostro settore usiamo già l'empatia - ha ricordato Stefania Tosatto, Presidente CNA Benessere e Sanità Città Metropolitana di Venezia - ma forse in alcune occasioni, manca la conoscenza: CNA, di cui faccio parte, creerà proprio la conoscenza nel nostro settore per aiutare le persone di cui percepiamo le difficoltà, ma che non riusciamo ad avere la forza di invitare a raggiungere quei luoghi dove potranno essere aiutate in maniera opportuna”.
“Il progetto per noi si sostanzia in tre momenti cardine - ha sottolineato Giampaolo Toso, Direttore CNA Venezia - Sede di Venezia - dei quali il primo sarà dedicato alla formazione, in tre momenti, rivolta agli operatori, che parleranno di ascolto attivo e di spiegare come le istituzioni sono presenti nel territorio. Ci saranno dei momenti di divulgazione che inizieranno proprio il 12 luglio all'interno di un evento importante del Cinema Barch-in di Venezia, con altre, grazie al sostegno di tutte le associazioni che ci stanno dando supporto, come Soroptimist, cui farà seguito un momento di restituzione, dove spiegheremo quali risultati siamo riusciti a ottenere e quali saranno gli obiettivi per il prossimo anno”.
“Fems di Cinema - ha ricordato Maria Parisi, presidente e tra le fondatrici di Cinema Barch-in - ha l'obiettivo di promuovere la cultura cinematografica e l'informazione sul cinema. L'associazione è stata fondata da un gruppo di donne e, fin dall'inizio, ha cercato di usare il cinema come strumento di riflessione sociale, scegliendo la proiezione di film, nelle nostre rassegne, organizzate in collaborazione con il comune di Venezia, che consentano momenti di discussione e di confronto libero”.
“Grazie a CNA e in collaborazione con CNA - ha aggiunto Susanna Paties, partner del progetto con Soroptimist Venezia, l’organizzazione fondata nel '21 negli Stati Uniti che ha, tra le proprie finalità, l'avanzamento della condizione femminile, presente a Venezia da settant’anni - presentiamo il progetto "Sentinelle nelle professioni contro la violenza" che si colloca nell'ambito della prevenzione e si propone di ampliare le reti informali di aiuto. Tra queste abbiamo individuato i settori della bellezza, del benessere e dello sport. Grazie alla loro frequentazione costante da parte di donne e ragazze, questi spazi possono diventare importanti punti di riferimento per fornire informazioni e incoraggiamento nella ricerca di supporto, senza imporre obblighi di denuncia al personale che riceve la segnalazione”.
“Specchi che Proteggono nasce da una visione metropolitana - ha sottolineato Ilaria Edel Muzzati, Presidente CNA Impresa Donna Venezia - e si sviluppa sul territorio. Per comprenderne la portata, bastano alcuni numeri: il settore del benessere conta circa 2.000 imprese, con una forte presenza femminile, superiore al 70%. Vi operano inoltre 6.000 professionisti che, grazie a questo progetto, possono diventare vere e proprie sentinelle del territorio: una rete di operatori chesceglie di essere parte attiva della comunità, contribuendo a intercettare situazioni di fragilità e a promuovere una cultura della prevenzione e della vicinanza. CNA rappresenta circa il 20% di questo comparto. Attraverso i nostri associati possiamo dare un contributo concreto e fare davvero la differenza”.
“Quando ero Presidente del Consiglio - ha ricordato Emerlinda Damiano, assessore alla coesione sociale del comune di Venezia - avevo chiesto alle operatrici di uscire dal Centro per farsi conoscere, affinché le persone potessero apprezzare direttamente il loro lavoro, generoso, sensibile e delicato. Il Centro antiviolenza del Comune di Venezia, primo centro pubblico d'Italia, rappresenta un fiore all'occhiello non solo per la città e la regione, ma anche a livello nazionale. In questi anni abbiamo lavorato per costruire una rete sempre più ampia, coinvolgendo operatori economici e istituzioni, perché accanto all'aiuto e alla protezione delle donne e dei loro figli è indispensabile un grande lavoro di prevenzione, sensibilizzazione e soprattutto formazione. Abbiamo formato la Polizia Locale, le farmacie comunali, l'Agenzia delle Entrate, l'INPS, l'Università e vogliamo estendere questo percorso a tutto il territorio. Lo scorso anno è nata una preziosa collaborazione con CNA, attraverso il ciclo di incontri “Donne, libertà, lavoro”, che ha posto al centro l'autodeterminazione femminile come strumenti fondamentali per uscire dalla violenza, anche economica. Accogliamo con favore questa collaborazione e supporteremo il progetto anche nella formazione degli operatori. Ognuno di noi può fare la propria parte: riconoscere i segnali, sapere come comportarsi e, soprattutto, non voltarsi mai dall'altra parte. Solo così una comunità può crescere, e la nostra città ha dimostrato di essere una comunità generosa e solidale”.

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