Via la sabbia, torna l’acqua sotto i trabocchi

1 Giugno 2015

Ruspe al lavoro sotto alla Madonnina: devono prelevare 40mila metri cubi di arenile per il ripascimento della spiaggia di Pescara sud e di altri Comuni

PESCARA. La zona dei trabocchi torna a splendere. Con l’arrivo dell’estate e l’inizio della stagione balneare che prende il via proprio oggi, è stata rimossa la sabbia che negli anni si era accumulata sotto queste tradizionali costruzioni della costa abruzzese un tempo davvero funzionali grazie al mare che le lambiva.

Una novità che se da una parte riporta questo tratto di costa piacevolmente indietro nel tempo, dall’altra è funzionale alle esigenze dei balneatori, considerato che l’operazione di prelievo e spostamento della sabbia da sotto ai trabocchi della Madonnina era finalizzata al ripascimento della costa. Diversi i comuni interessati che ne beneficeranno e tra questi, ovviamente, anche Pescara che utilizzerà il materiale per il ripascimento del lungomare sud.

È il vice sindaco Enzo Del Vecchio (nella foto) a spiegare le finalità e ad anticipare le evoluzioni future che si prevedono per questa zona, ricordando che un intervento del genere è stato effettuato anche lo scorso anno, ma in misura inferiore (del 50 per cento), e sottolineando che prima di movimentare il materiale sono state eseguite tutte le analisi necessarie.

«Si parte dal presupposto», spiega Del Vecchio, «che qui si creano due tipi di insabbiamento: il primo è provocato da tutto ciò che viene trasportato in mare dal fiume, e il secondo è generato dalla sabbia che arriva da nord. Proprio quest’ultima ha ostruito la zona dei trabocchi e la darsena commerciale, per cui abbiamo promosso un intervento finalizzato a rimuovere questa sabbia puntando a raggiungere molteplici obiettivi contemporaneamente. I fondi», aggiunge il vice sindaco, «sono della Regione e ammontano a 300mila euro».

Portando via il materiale che arriva da nord e si deposita nella zona della Madonnina, si evita un accumulo nella darsena commerciale e si libera una sacca importante. Inoltre si ristabiliscono le condizioni migliori per i trabocchi, anche se oggi hanno perso le loro caratteristiche, sono stati ristrutturati in chiave moderna e hanno una funzione per lo più turistica.

Infine, ma è fondamentale, si utilizza altrove la sabbia che era in eccesso nella zona della Madonnina. L’arenile sparito nei pressi del porto (in realtà ruspe e camion sono ancora a lavoro) è stato usato per effettuare «il ripascimento della costa sud, tra Fosso Vallelunga e il confine con Francavilla al Mare», spiega sempre Del Vecchio, «nel tratto colpito da mareggiate e erosione», dove la spiaggia è stata mangiata dal mare, durante l’inverno.

«Abbiamo utilizzato circa 16mila metri cubi a questo scopo, ma complessivamente il Provveditorato ha autorizzato l’estrazione di 40mila metri cubi. Di questi, 8mila circa sono stati prelevati dal comune di Francavilla e altrettanti dal comune di Silvi, e probabilmente una parte andrà al comune di Ortona. Domani (oggi per chi legge ndc) si terrà una conferenza di servizi, al Comune di Pescara, per autorizzare anche alcuni stabilimenti balneari ad utilizzare una parte del materiale estratto all’inizio del nostro lungomare, ma in questo caso l’intervento sarà a carico degli operatori, per quanto riguarda i costi da sostenere, e sarà la Capitaneria di porto a dover dare il via libera finale». Se tutto andrà per il verso giusto i lavori andranno avanti fino alla metà di giugno circa, «e ci sarà bisogno di una deroga della Capitaneria, considerato che stiamo agendo all’interno della stagione balneare».

«Innegabile», osserva Del Vecchio, «il fascino dei trabocchi, che non tramonta mai» e che in questi giorni viene esaltato ancora di più dal ritorno dell’acqua. Prima o poi, però, ci si dovrà abituare a una nuova visuale, visto che, come ricorda il vice sindaco, «il nuovo Piano regolatore portuale prevede lo spostamento dei trabocchi, considerato che si sposterà la linea del molo per far andare l’asta del fiume oltre la diga foranea». Ma per questo ulteriore step si dovrà attendere ancora un po’, considerato che per l’avvio dei lavori previsti nel Prp mancano ancora progetti e gara d’appalto, mentre arriverà a giorni, da Roma, l’ultimo e definitivo via libera al Piano.

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