Via Lago di Borgiano, parte la demolizione dei palazzi a rischio

L’Ater pronta ad abbattere le case popolari inagibili dal 2017 Nell’area sorgerà una piazza. Masci: un intervento storico
PESCARA. Era il 4 luglio 2017 quando tre palazzi Ater di via Lago di Borgiano sono stati sgomberati perché ritenuti a inagibili per le 82 famiglie che li occupavano. Da allora gli edifici a rischio crollo, che corrispondono ai numeri civici 14,18 e 22, sono rimasti vuoti. E ora, a distanza di cinque anni, prende il via la procedura di demolizione, a Rancitelli.
Il cantiere è stato già consegnato dall’Ater all’impresa (Rad service srl unipersonale), sono cominciate le operazioni preliminari, come la rimozione degli infissi. E nei prossimi giorni partirà la demolizione vera e propria che andrà avanti per 180 giorni. Questo passaggio rappresenta un vero e proprio traguardo per chi ci ha lavorato, a partire dall’Ater, che dispone dei finanziamenti Cipe pari a un milione e 350mila euro, ottenuti tramite la Regione Abruzzo che si era attivata già con la precedente amministrazione e poi ha perfezionato tutto fino ad arrivare alla erogazione dei fondi.
L’annuncio dell’avvio dell’intervento è passato per Facebook attraverso i profili di Mario Lattanzio, presidente dell’Ater, e del sindaco di Pescara Carlo Masci, visto che l’Ater si occuperà della demolizione e il Comune della successiva realizzazione di una piazza con una fontana. «La Regione, con il presidente Marco Marsilio e il presidente del Consiglio Lorenzo Sospiri, ha seguito tutta la procedura per il finanziamento, mentre il Comune si occuperà della riqualificazione di questi spazi», dice Lattanzio, con la creazione di una piazza, nuovo arredo urbano e impianti sportivi riqualificati.
«Una operazione così imponente non si era mai vista negli ultimi decenni, a Rancitelli. Passerà alla storia», dice il sindaco Masci. «Rispetto all’impatto di questo intervento i tempi sono stati velocissimi, nonostante la pandemia, l’emergenza, la guerra. Questo vuol dire che c’è stata una sinergia tra enti per degli interventi inimmaginabili fino ad ora», prosegue il sindaco ricordando che questi lavori fanno il paio «con l’abbattimento del Ferro di cavallo di via Tavo dove saranno costruiti altri alloggi popolari ma con un impatto inferiore e di qualità, a cui si aggiungeranno spazi pubblici e servizi, più la viabilità», a partire dal tratto finale della strada pendolo, appena ultimato.
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