Via Lazio, il palazzo a rischio sgombero

20 Settembre 2016

Da mesi le scale di emergenza sono murate per evitare i roghi dei rifiuti, ma ora il Comune dà lo stop: così è troppo pericoloso

MONTESILVANO. Il palazzone di via Lazio 61 rischia di essere presto sgomberato. È il rischio che incombe su decine di famiglie che vivono nello stabile di Villa Verrocchio potrebbero correre se non verrà ripristinata la fruibilità delle due scale anticendio bloccate da mesi. È quanto emerge da una nota inviata dal dirigente del settore Urbanistico del Comune di Montesilvano, Valerio Mergiotti, al responsabile del settore Protezione Civile Gianfranco Niccolò – e per conoscenza al comando provinciale dei vigili del fuoco e al sindaco Francesco Maragno – in cui si parla di «inagibilità» della struttura.

L’edificio di 6 piani ospita, oltre a una serie di locali commerciali privati, anche 44 alloggi popolari del Comune di Pescara ed è tristemente noto per il suo stato di degrado. Atti vandalici ne compromettono ciclicamente ambienti comuni, ascensori, citofoni e portoni, così come discariche abusive lungo le scale esterne e nei piazzali contribuiscono a rendere precarie le condizioni igienico-sanitarie. A ciò si aggiungono i frequenti roghi appiccati ai rifiuti che spesso hanno messo a rischio l’incolumità dei residenti. Il Comune ha provato più volte a mettere fine a questa situazione di degrado, lamentato dai residenti della zona e da molti inquilini dello stesso stabile, emettendo frequenti ordinanze o ripulendo le zone comuni e addebitando poi i costi ai privati e all’amministratore di condominio che si occupa dello stabile. Ed è forse proprio per questa ragione, ossia per evitare che i rifiuti potessero essere ancora accatastati o dati alle fiamme negli ambienti comuni, che le due scale anticendio presenti agli estremi del palazzone sono state chiuse con dei cancelli di ferro all’altezza di ogni piano, e con muri di mattoni al loro sbocco sul piazzale. Ma tali interventi, non autorizzati né dal Comune né dai vigili del fuoco, determinano ora una situazione di pericolosità.

«L’interdizione all’uso delle due scale laterali, ovvero il solo uso del corpo scala centrale», si legge nella nota, in cui si ricorda come l’edificio sia composto da un piano terra e un primo piano adibito a locali commerciali, e da 5 piani per 60 appartamenti complessivi, «comporta l’inosservanza dell’articolo 42 del vigente regolamento edilizio comunale, che recita: ogni scala in edifici di oltre due piani può servire fino a un massimo di 500 metri quadrati di superficie coperta per piano e mai più di 4 alloggi sempre per piano». Dopo tale premessa, nella nota si evidenzia quindi che «risultano compromessi i requisiti dell’agibilità» e che verranno di conseguenza valutati possibili provvedimenti. Non si esclude, dunque, lo sgombero dell’edificio, provvedimento sollecitato dal consigliere Anthony Aliano che, in qualità di presidente della commissione Vigilanza, ha più volte focalizzato l’attenzione sulle problematiche del palazzone di via Lazio. «È di palese evidenzia che l’edificio non sia agibile», commenta Aliano, «la nota del Comune conferma questo dato. Si proceda subito con la chiusura dello stabile».

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